Primevo

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pri-mè-vo

SignAntichissimo, primitivo; iniziale, giovanile

dal latino primaevus, composto di primus 'primo' e aevum 'età'.

È una parola di sapore letterario, e appartiene a un registro alto, ma la grazia dei suoi significati e la delicata ironia che permette la rendono un parola da tenere presente nel quotidiano - anche perché in effetti è tutt'altro che astrusa.

Il riferimento etimologico è semplice e sintetico: ciò che è proprio della prima era, della prima età. Questa ambivalenza era/età ci presenta il primevo sia come l'antico di un'antichità originaria, sia come l'iniziale, il giovanile, il verde. Giusto nel primitivo questi significati si trovano connessi. Possiamo parlare di come la passeggiata nel bosco fuori città ci porta a scorci di pace primeva, senza asfalto, senza motori; dell'amico chic che si pregia di un telefonino primevo coi bottoni; degli umili, dignitosi reperti degli insediamenti primevi nella valle. Come anche delle opere primeve di un autore (che forse preferiamo), dell'entusiasmo primevo che anima il collega appena iscritto al corso di scherma rinascimentale, della semplicità vagheggiata degli amori primevi (che invece erano complicatissimi).

Più neutro e lieve del primitivo stesso, meno rovinato o selvaggio dell'antico, senza le agilità muscolari del giovanile, il primevo resta una risorsa espressiva insostituibile - uno di quei toni tenui, quasi sospesi, che fanno ricordare il discorso.

Parola pubblicata il 22 Marzo 2018

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