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Rappattumare

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rap-pat-tu-mà-re (io rap-pat-tù-mo)

SignRiconciliare, spesso in maniera provvisoria; come riflessivo reciproco, riconciliarsi

composto parasintetico di patto.

Questa parola è una risorsa formidabile, e ci mette sul tavolo contemporaneamente una quantità sorprendente di sfumature.

Guardandola senza conoscerla qualcuno ci potrebbe vedere dentro il 'pattume', e non sarebbe proprio un errore, anche se non si sta parlando di quel pattume. Infatti il centro del rappattumare è il patto, voce dotta recuperata in italiano nel XIII secolo dal pactum latino: a questo nome si aggiungono degli affissi - un vagone in testa e due in coda - con una complessità davvero inusuale. Il primo suffisso, -um(e) storicamente non è dei più comuni in italiano, per quanto sia usato volentieri nell'agilità inventiva del parlato per colorire le parole: tendenzialmente rende un termine collettivo e spregiativo - pensiamo al marciume, al vecchiume, in cui abbiamo insiemi di un genere variegato e sgradevole. Il pattume di cui stiamo parlando sarebbe quindi un mucchietto di patti esili, di poco valore (l'altro pattume, che conosciamo meglio, deriva invece da pactus 'congiunto', participio passato di pangere 'conficcare', e ci racconta la compattezza della spazzatura).

Il prefisso 'ra-', uno dei più ricchi della nostra lingua, spesso ha contorni sfuggenti: ora ha un valore intensivo, ora iterativo, ora semplicemente derivativo - e nel nostro caso è difficile determinare quale sia il valore più calzante, perché il rappattumare può portare il segno di un'azione raffazzonata ma con la forza dello sbrigarsi, un'azione che torna a ritessere, a rimettere insieme come può un precedente rapporto pacifico e regolato, oppure (anche visto che è attestata la variante 'appattumare') significare meramente l'azione, il cambiamento della condizione.

Così il lavoro da svolgere insieme ci ha rappattumato, l'amico saggio interviene ogni volta per tempo a rappattumare i due che penzolano sempre nel litigio, e l'occasione piacevole di un matrimonio rappattuma una faida fra invitati - finché dura. Ma molto forte (e in effetti anche più antico di almeno un paio di secoli) è il riflessivo reciproco rappattumarsi, un far la pace provvisorio: con un grosso sforzo riesco a rappattumarmi con te, i cani si rappattumano appena si dà una voce, ci rappattumiamo col socio promettendo di non parlarne più.

La quantità sorprendente di sfumature di questi concetti si sintetizza nel rappattumare, che porta in maniera netta e diretta il senso di quella che forse è l'unica riconciliazione umanamente possibile: la riconciliazione imperfetta.

Parola pubblicata il 18 Marzo 2019

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