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Riso

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SignAzione del ridere; pianta erbacea di origine orientale.

nel primo caso, dal latino risus, 'riso'; nel secondo, dal latino ⃰oryzum, legato al latino oryza, a sua volta dal greco ὄρυζα òryza, a sua volta dal sanscrito व्रीहि vrīhi, ‘riso’.

Integrale, venere, basmati… oggi sono un amante del riso. Da piccolo, però, vittima dell’omonimia, provavo una leggera avversione per questo cereale. Non so perché, ma per anni ho pensato che il detto dicesse che il riso abbonda nella bocca degli stolti, non sulla loro bocca. “Ma io mica sono uno stolto!”, mi dicevo, quindi niente riso per il piccolo me. La riappacificazione c’è stata quando ho capito che non si faceva riferimento al cibo, bensì all’atto della risata. Pensandoci bene, il detto era sciocco prima come lo è ora che lo conosco correttamente: mangio e rido senza problemi, stolto o meno.

Il riso da cui mi tenevo alla larga da piccolo deriva dal latino risus, participio perfetto del verbo ridere: nient’altro da aggiungere.

Quello che mangiamo, invece, ha una storia ben più interessante. Senza dilungarci nello svisceramento della pianta del riso con le sue caratteristiche botaniche (le sue tante varietà e caratteristiche) ci basta ricordare che il riso è originario delle zone umide dell’Asia sud-orientale (ed è, infatti, proprio all’India e alla Cina che siamo soliti accomunarlo) e che la sua coltivazione cominciò in Europa grazie agli Arabi nell’ottavo secolo. Inoltre, i suoi maggiori produttori sono la Cina, l’India e l’Indonesia: questi due fattori possono già indirizzarci verso l’origine, anche linguistica, del riso.

Il termine deriva da un ricostruito latino ⃰oryzum (l’asterisco indica convenzionalmente forme di cui non abbiamo traccia, ma che ricostruiamo). È attestata, invece, la forma oryza, presa direttamente dal greco ὄρυζα (òryza). La radice ultima è probabilmente da ricercarsi nel sanscrito व्रीहि (vrīhi), che indica proprio il riso.

Una piccola curiosità: mentre vrīhi è il riso, बहुव्रीहि (bahuvrīhi) è un composto che significa letteralmente “molto riso”, e indica una persona ricca, che possiede molto riso, appunto. questo tipo di composto, il cui significato è quello di “cosa o persona che possiede il secondo membro del composto specificato dal primo membro del composto”, prende proprio il nome di bahuvrihi (quindi, “persona che possiede il riso specificato come tanto”), e così è noto nell’ambito della linguistica.

Ecco, in pochissimo tempo siamo riusciti a sdoganare insieme il detto: il riso non abbonda più sulla bocca degli stolti (e nemmeno nella loro bocca), perché di cose interessanti al riguardo ce ne sono tante. Al limite è il riso, a essere sciòcco, ma così non piace a nessuno.

Mauro Aresu, giovane studente di Lettere classiche, a venerdì alterni ci racconta una vicinanza fra italiano e sanscrito.

Parola pubblicata il 05 Aprile 2019

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