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Zaffiro

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zaf-fì-ro (meno corretto, ma comune: zàf-fi-ro)

Signvarietà di corindone di colore azzurro trasparente, usato come pietra preziosa; colore del minerale noto come zaffiro

Dal latino sapphìrus, a sua volta dal greco σάπφειρος sàppheiros, a sua volta da una lingua semitica, forse dal sanscrito शनिप्रिय zanipriya ‘sacro a Shani/Saturno’.

Siamo terribilmente stanchi: un pesante viaggio ci ha distrutti e intristiti. Tutto a un tratto, il mondo intorno a noi cambia, e un’atmosfera pacifica e luminosa ci circonda: «Dolce color d’oriental zaffiro». Son le parole di Dante, che nel primo canto del Purgatorio inala la luce che comincia a ritrovare e anela all’aria chiara che vede tutt’intorno.

Come ce lo immaginiamo questo momento? Tutto, nel quadro che si crea nella nostra mente, è guidato da quel colore «d’oriental zaffiro»: ecco che non possiamo fare a meno di visualizzare una brezza celeste, celestiale e luminosa.

Lo zaffiro è una pietra preziosa dal colore azzurro, e per estensione zaffiro è anche questo colore. Ma da dove viene la parola?

All’italiano arriva dal latino sapphirus (da cui l’accentazione ‘zaffìro’), e al latino arriva dal greco σάπφειρος (sàppheiros). E a questo punto come torniamo ancora più indietro?

Come evidenziato anche dal grande dizionario etimologico del greco dello Chantraine, bisogna andare a dare uno sguardo alle lingue semitiche (senza però avere un’indicazione precisa riguardo quale sia, nello specifico, quella da cui il greco mutua il termine): a titolo d’esempio si può citare l’ebraico sapir.

Ma quindi il sanscrito che c’entra? Sembrerebbe plausibile un’origine di tutto questo lungo giro di parole nell’antico indiano शनिप्रिय (zanipriya, con quella ‘z’ da leggersi come sc- di scialle). questo termine significa ‘caro/sacro a Shani’, ovverosia il pianeta Saturno. Tuttavia Shani è anche la divinità connessa a questo pianeta: pelle scura, le sue armi sono il bastone, l’ascia e il tridente, cavalca un corvo. Ecco quindi che zanipriya è anche una gemma dal colore scuro, come la pelle e le vesti di Shani: lo zaffiro o lo smeraldo.

Ma c’è di più: a Shani è collegata नील (nīla, che significa, tra le altre cose, ‘blu scuro’). Se n’è già parlato a proposito della parola ‘lilla’. Con questo termine si indica anche la divinità opposta a Shani che divenne sua compagna: dopo che si dissolse in lui, mettendo al suo servizio il suo immenso potere, Shani la ricompensò garantendole di essere nota come ‘gemma Nīla’, che, guarda caso, è proprio lo zaffiro (di cui, tra l’altro, Shani è coronato).

Antiche divinità, cosmologia, Purgatorio dantesco: di tutte queste cose brilla lo splendido zaffiro.

Mauro Aresu, giovane studente di Lettere classiche, a venerdì alterni ci racconta una vicinanza fra italiano e sanscrito.

Parola pubblicata il 22 Febbraio 2019

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