Anzi

àn-zi

Significato Invece, al contrario; per dare enfasi a quanto detto in precedenza; o piuttosto; prima

Etimologia dal latino ante ‘prima’, probabilmente attraverso l’ipotetico comparativo antius.

Nelle parole umili, quelle che pronunciamo migliaia di volte senza la degnazione di un pensiero, possiamo scorgere le dinamiche strutturali del nostro modo di pensare condiviso. Sembra che anzi svolga funzioni diverse, con significati diversi, ma si può ridurre a una singola meravigliosa immagine.

L’anzi affolla i nostri discorsi, specie come avverbio: significa ‘invece’, ‘al contrario’, come quando dico che il tuo risotto non mi ha fatto schifo, anzi ne prenderò una seconda porzione, o quando casco dalle nuvole a sentire che alla fine si sono messi insieme, non credevo si piacessero, anzi pensavo si stessero antipatici. Ma non è solo avversativo.

Struttura il rafforzamento di un’affermazione. Come quando dichiaro che, ragazzi, è andata bene, anzi benissimo, o che questo vino è proprio cattivo, anzi forse il peggiore che io abbia mai bevuto, o che sono soddisfatto del risultato, anzi non potrei esserne più felice di così.

Infine, si fa perno di un cambio d’idea, di una modifica di quanto detto o scritto. Chiediamo all’ortolano un cavolfiore, anzi un cavolo romanesco; ti scrivo che ci vediamo all’incrocio, anzi ti vengo a prendere sotto casa; un gelato limone e fragola per favore, anzi limone e pistacchio.

Ma che cos’è questa parola? È un ‘prima’. ‘Anzi’ vuol dire ‘prima’. Ne vediamo l’ombra ancora consueta nel poc’anzi, nell’anzitempo. Già perché anzi viene dal latino ante, che è proprio un ‘davanti, prima di’, ipoteticamente attraverso un comparativo antius.

Leggiamo lentamente la sostituzione: non mi ha fatto schifo, prima ne prenderò una seconda porzione; è andata bene, prima benissimo; un gelato limone e fragola per favore, prima limone e pistacchio. In tutti e tre i casi, nonostante i significati differiscano, l’anzi ci ferma il passo, ci riporta il peso sulla gamba dietro. ‘Non mi ha fatto schifo’ viene ripreso in un passo più deciso: ne prendo ancora. Stavo dicendo ‘È andata bene’? Esito, no, dico che è andata benissimo. ‘Limone e fragola’, stavo mettendo male il piede, limone e pistacchio.

Voce dal sen fuggita poi richiamar non vale: una volta che abbiamo detto qualcosa, o che l’abbiamo scritto (e lo vogliamo comunque mostrare, spesso ad arte), non ce lo possiamo rimangiare: possiamo riprendere lo slancio paragonandolo a qualcosa che è ‘prima’, ‘davanti’ e perciò è ‘più’ — più giusto, più dritto, più calzante.

L’umile anzi rivela il procedere del pensiero.

Parola pubblicata il 15 Aprile 2020