Atanor

a-ta-nòr

Forno o fornello che cuoce l'uovo filosofico nella produzione della Pietra Filosofale; crogiuolo

dall’ebraico ha-tannūr 'la fornace'.

Come si compie la Grande Opera, cioè la creazione della Pietra Filosofale, lo sanno tutti. Due parti di cielo e una di terra, ossia acciaio tenero in quantità doppia rispetto ai cristalli di stibina, cotti con la mediazione del sale: il composto ottenuto va fatto decantare e raffreddare, separando quindi con un colpo di martello il caput mortuum dalla calamita dei saggi così ottenuta. Di qui il difficile, ma basta un po' di attenzione: col solve et coagula si estrae la terra rossa dal caput mortuum, e si pone poi la terra sotto un bagno di mercurio e sale, dalla cui cozione si genera il mercurio dei saggi. L’unione dei composti risultanti va raffinata nell’uovo filosofico in una cozione unica. Quando la pietra raggiunge il colore rosso, l’uovo si schiude, e fra le ceneri rivela il rubino centrale, la Pietra. Insomma, è più difficile fare la Saint Honoré col maraschino.

L'atanor è giusto il forno (o fornello, le raffigurazioni e i resoconti divergono) in cui si compie la lentissima cozione dell'uovo filosofico, del contenitore sferico in cui vengono raccolti gli ultimi, raffinati ingredienti e dentro al quale, chiusa ermeticamente come un embrione (sì, la 'chiusura ermetica' si riferisce a Ermete Trismegisto, il primo alchimista), si formerà la Pietra. Comunque è più plausibile che si si tratti di una fornace, magari di un forno a riverbero, poiché dovrebbe investire l'uovo di un calore uniforme da ogni lato. Dopotutto l'etimo ci parla giusto di una fornace - ed etimologicamente vale poco l'accostamento al greco 'athànatos', cioè 'senza morte', in riferimento all'immortalità che si conquista con la Grande Opera: a regola di Atorene, i risultati materiali dello studio non sono che le promesse del risultato finale, che è tutto spirituale.

Ora, anche se la Grande Opera non la facciamo tutti i giorni, l'atanor ci resta sulla lingua (se non in cantina) come un forno esoterico, sigillato, che cuoce e fa fermentare e maturare l'alto valore. Potremmo sovrapporlo, termine sommamente dotto e ricercato, al crogiuolo, malamente ma con una buona approssimazione figurata. Mi formo nell'atanor di un gruppo entusiasta e curioso, scrivo il racconto nell'atanor silenzioso della biblioteca, e col tempo il sentimento s'illimpidisce nell'atanor del cuore.

Non solo il significato è splendido e suggestivo. Il suono. Il suono, perdiana.

Parola pubblicata il 16 Agosto 2018

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