Avvenente

av-ve-nèn-te

Bello, attraente, leggiadro

dal provenzale avinen, dal latino adveniens, participio presente di advenire approssimarsi.

Una parola magnetica, e con dei profili nebulosi. Infatti è facile dare una definizione da vocabolario di questa parola: l'avvenente è il bello, leggiadro, dotato di una grazia attraente. Ma a uno sguardo più attento, sorge un dubbio: come è che questi significati si collegano all'immagine etimologica? Solitamente il bello calamita, mica si avvicina.

La soluzione si può forse trovare in un certo passaggio semantico subito dall'advenire latino in alcune lingue romanze: prima di giungere all'italiano dal francese, ha infatti acquisito una sfumatura di convenienza, confacenza. In altri termini, ha significato l'avvicinamento a un gusto, a un modo, a un modello.

Vediamo quindi che si tratta di una parola più compassata di quanto sembri: non è una parola di relazione, come l'attraente e il seducente - che descrivono una tensione fra un soggetto e un altro; indica una qualità intima e indipendente, un'alta rispondenza a un'intuizione di bellezza e di grazia, che solo implicitamente si ricollega al desiderio sensuale che suscita in chi la nota. Si può quindi tranquillizzare chi teme che in questa parola ci sia un germe di volgarità: dire che una persona è avvenente non può che essere uno splendido complimento - anzi, in certi casi, fin troppo tiepido.

Parola pubblicata il 10 Gennaio 2015

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