Bifolco

bi-fól-co

Zotico, ignorante

dal latino bubulcus 'guardiano di buoi, chi guida i buoi nell'aratura', poi diventato bufulcus per un probabile passaggio attraverso l'osco-umbro o l'etrusco.

Questa parola è un gigante coi piedi d'argilla.

Descrive lo zotico, il rozzo e l'ignorante con una forza, un'aggressività e uno sprezzo senza uguali; d'altro canto, la sua origine ci fa sollevare il sopracciglio. Infatti appartiene a quel vasto novero di parole che significa lo screanzato e l'ignorante evocando personaggi della campagna. La contrapposizione fra città acculturate e campagne ignoranti è senza dubbio stagionata, poco attuale: se pensiamo al lavoro del guardiano dei buoi, non ci viene in mente degrado culturale, ma piuttosto piacere bucolico (e forse qualcuno conoscerà uno di quei pastori che recitano a memoria Dante e Ariosto). Vediamo allora che questa parola sta perdendo, se non ha già perso, l'addentellato della realtà.

Insomma, oggi lo screanzato ignorante da cui guardarsi difficilmente guida i buoi che spingono l'aratro - e anche se lo facesse, non sarebbe quello l'elemento fondante delle sue qualità negative. Quindi questa parola è meglio lasciarla andare: cerchiamo di volta in volta termini migliori per significare il nostro sprezzo.

Nota astronomica: 'Bifolco' è un altro nome con cui è conosciuta la costellazione di Boote, che comprende Arturo, la quarta stella più luminosa del cielo. Una vera meraviglia.

Parola pubblicata il 10 Gennaio 2016

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