Caparbio

ca-pàr-bio

Ostinato, testardo

etimo incerto; probabilmente derivato di capo, con un'evoluzione semantica simile a testardo e cocciuto.

Nella nuvola di parole che variamente denota l'essere ostinati, 'caparbio' è una delle più auliche. Una risorsa notevole, anche se in certi casi tende all'affettazione.

La caparbietà - come anche l'etimo ci spiega, pur nella sua incertezza - è un'intensa forza cerebrale, estremamente corposa. È caparbio colui che fa le cose di testa sua, che nessun consiglio o avvertimento può smuovere dal suo proposito o dalla sua idea: un attributo in cui virtù quali costanza e determinazione sono pesate insieme a difetti come cecità e irragionevolezza. Una qualità importante, da saper descrivere e ponderare, soprattutto vista la sua labile ambivalenza.

Ma se ci passate una valutazione arbitraria, forse la caparbietà è una parola con sfumature più positive, rispetto alla testardaggine e alla cocciutaggine.

Parola pubblicata il 11 Marzo 2015

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