Copioso

co-pió-so

Abbondante; che ha abbondanza di qualcosa

dal latino copiosus, derivato di copia, abbondanza, che è composto da ops opis mezzi, facoltà e dal prefisso co- con.

Si tratta di un latinismo leggero, che declina un registro sostenuto in un uso pronto, spesso ironico, e molto comune. Il copioso, semplicemente, è l'abbondante: i campi possono giovarsi di piogge copiose, l'ammiratore non si risparmia lodi copiose, la nonna porta in tavola libagioni copiose. In passato questa parola è stata usata anche intendendo la qualità dell'avere abbondanza di qualcosa: a esempio, si parlava di libri copiosi di pagine, di mercati copiosi d'occasioni, dell'ingegno copioso di idee. Certo il copioso in quanto largamente provvisto era simpatico, ma oggi è desueto.

Contro la naturale tendenza a raffazzonare i discorsi, usare questa parola può essere cifra di una cura delicata nel costruire ciò che si dice, di una dotazione di parole vasta e ponderata. Ed è vero che non è una parola adatta proprio a tutti i contesti (quale parola lo è?); ma fortunatamente non sono molti quelli in cui suonerebbe fuori luogo.

Parola pubblicata il 03 Ottobre 2014

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