Corista

co-rì-sta

Chi canta in un coro; chi canta accompagnando un cantante di musica leggera; direttore del coro di una chiesa; diapason, strumento che dà l'intonazione

da coro, che attraverso il latino chorus viene dal greco chorós.

Questa parola ha delle complessità che nella registrazione semplice che tutti ne abbiamo fatto sono quasi sicuramente sfuggite. Se dico che un corista è parte di un coro, nessuno si stupisce; ma questo dato va a parare in direzioni diverse (non dico tanto da diventare un'enantiosemia, ma però...).

Il corista ci pare invariabilmente una figura secondaria: addirittura certi dizionari accolgono come significato figurato comune di 'corista' quello di 'non protagonista', o di 'elemento di un insieme indistinto' quale è il coro, sia che si pensi alla falange compatta del coro in chiesa, sia che si pensi al gruppo che danza e canta intorno al cantante famoso, sia che si pensi al coro greco (chorós significava a un tempo i danzatori che nelle litugie danzando cantavano, la danza cantata stessa e anche il luogo dove era eseguita - per poi passare al teatro e diventare il ben noto personaggio collettivo che dicevamo parlando del corifeo).

Ma proprio nel coro della chiesa emerge una figura di corista diversa: è il direttore del coro. Esattamente il contrario di 'uno fra i tanti': con quel suffisso '-ista' svolge l'attività del coro ma in un senso differente. Non parte, ma guida. E questo è vero anche per il corista-strumento, ossia quello strumento che viene usato per dare l'intonazione agli altri - di solito un diapason. Coristi che reggono il coro standone fuori.

Davanti a questo tipo di versatilità di significati non si deve dire"Ah, vedi le parole?". Questa è versatilità di pensiero.

Parola pubblicata il 23 Ottobre 2018

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