Cuorcontento

cuor-con-tèn-to

Persona placida e allegra, che non si affanna e si comporta con bonomia

composto di cuore e contento.

Siamo davanti a una parola modesta, costruita con semplicità. Però è una semplicità di potenza eccezionale, di sintesi formidabile.

Chi è che ha il cuore contento? O meglio, chi ha il cuore contento come si comporta, da che cosa si riconosce, come è? A questa domanda risponde il cuorcontento - parola dai significati certo non tagliati con l'accetta, ma anzi piacevolmente sfumati.

Senza dubbio il cuorcontento è una persona allegra. Non euforica, allegra. Di un'allegria calma, placida. E poi è sereno: niente strepiti, nella sua gioia ottimista. Non si carica di pene e ansie, abbraccia la vita con bonomia mite e longanime. E si potrebbe dire che è misurato nei suoi desideri, e chissà quant'altro: la definizione del cuorcontento è un'interpretazione poetica, difficile da perimetrare in maniera compiuta.

Usare questa parola significa far emergere nella realtà la qualità del cuorcontento, strutturarla, apprezzarla: si racconta con nostalgia di come il proprio fratello fosse un cuorcontento, a servire ai tavoli c'è un cuorcontento da cui c'è sempre qualcosa da imparare, e quel cane è un cuorcontento, amico di tutti.

Un caso esemplare: dalla combinazione elementare di parole possono scaturire le categorie di pensiero più intuitive, vaste, gradevoli.

Parola pubblicata il 29 Ottobre 2017

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