Disdoro

di-sdò-ro

Disonore, vergogna

dallo spagnolo desdoro, derivato di desdorar togliere la doratura.

Spesso, parole affini a questa hanno toni duri, taglienti, gravi: pensiamo al disonore, alla vergogna, all'infamia. Parole devastanti. Il disdoro, invece, è fine e delicato. Si tratta di un discredito superficiale; infatti la sua etimologia ce lo presenta come un "togliere la doratura": un fatto tutt'altro che sostanziale, anche se comunque è spiacevole, e leva prestigio. A disdoro di qualcuno si può rammentare un evento biasimevole in cui fu coinvolto (anche se è stato tanto tempo fa); una condotta insolente va a disdoro del candidato (ma chi riesce ad essere sempre compassato?); e per lo studente brillante è un disdoro l'ignoranza di una questione rilevante (ma più conosci qualcosa, più sai di non sapere).

Parola cardinale in quanto parola gentile; non evoca critiche acri, anzi. E non senza una certa ironia avvicina il merito al vezzo, su un crinale davvero interessante.

Parola pubblicata il 11 Giugno 2015

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