Font

L'anglicismo e il gentiluomo

fònt

Serie completa di caratteri tipografici o informatici

Voce inglese, dal francese fonte, ‘fusione’.

Uno degli aspetti più curiosi di questo anglicismo è il fatto che nel nostro lessico abbiamo un perfetto corrispettivo che però è poco conosciuto e sempre meno spesso utilizzato: il termine fonte in italiano racchiude infatti, tra i vari significati, proprio quello di ‘tipo di carattere riconoscibile sulla base dello stile’. E non a caso la derivazione delle due parole, quella italiana e quella inglese, è identica, e ci riconduce alla maniera più antica di produrre i caratteri a stampa: fonte e font derivano dal francese fonte, ovvero fusione, a sua volta dal verbo fondre, che viene dal latino fundere, ossia fondere, proprio come le leghe metalliche fuse venivano versate sulle matrici per imprimere i caratteri sul supporto. Gli stampi divennero allora garanzia di drastica riduzione dei tempi di riproduzione di copie perfettamente identiche l’una all’altra, limiti difficilmente superabili dalla mano dell’uomo. E da allora stili di scrittura sempre più diversificati hanno pervaso i libri ed i giornali, fino ad arrivare ad una gamma vastissima nei programmi di videoscrittura che ormai quotidianamente usiamo sui nostri dispositivi elettronici, primo fra tutti il computer. 

La scansione cronologica degli ingressi sembrerebbe corrispondere ad una evoluzione dei mezzi e delle influenze linguistiche: in ambito tipografico il francesismo fonte entra in italiano negli anni Cinquanta del Novecento, ma l’anglicismo comincia a prevalere a partire dagli anni Novanta, e oggi lo troviamo in uso crescente anche per il fatto che i programmi informatici, originariamente in lingua inglese, vengono tradotti sempre meno. 

Tuttavia, a dominare è ancora il termine carattere, che però non indica solo stile (Times New Roman, Arial, Garamond...), dimensione ed altri tratti della scrittura utilizzata, ma anche ogni singolo simbolo impiegato nei sistemi di elaborazione dei dati, che sia numerico, alfabetico, matematico o speciale, viene detto carattere. D’altra parte, l’uso di fonte trova un limite nella polisemia del termine, che tutti spontaneamente associamo, ad esempio, a quella battesimale o a quella bibliografica, ma chissà che non sia proprio il prestito inglese a consentire di dare nuovo vigore a questa validissima alternativa già presente nel nostro repertorio.  

Parola pubblicata il 08 Novembre 2019

L'anglicismo e il gentiluomo - con Eleonora Mamusa

Di nuovo sul fronte sempre caldo, interessante e scivoloso degli anglicismi: stavolta a venerdì alterni con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa - per riuscire a strutturare in merito idee più confacenti.

Commenti