Gilda

gìl-da

Significato Nell’Europa settentrionale del medioevo, corporazione di artigiani o mercanti

Etimologia dal latino medievale gilda, dal medio olandese gilde ‘banda’.

La fortuna di questa parola può farci capire molto sui meccanismi della lingua e del nostro immaginario. Perché in effetti, in astratto, la gilda non racconta un fenomeno tanto diverso da quello delle nostre arti e corporazioni – organizzazioni professionali che hanno segnato una parte importante della nostra storia.

Le gilde nascono fra l’XI e il XII secolo in una vasta area dell’Europa settentrionale, dalla Germania all’Inghilterra (lì specie dopo l’invasione normanna). Il loro nome ci arriva dal latino medievale gilda, ma è un termine che quel latino internazionale prende in prestito dal medio olandese gilde, ‘banda’, con dei connotati originari di gruppo armato, e delle finalità iniziali che secondo alcuni afferivano più alla sfera religiosa – associazioni che garantivano la sepoltura e messe in suffragio agli aderenti (insomma, assicurazioni sulla morte). Ma si affermarono come associazioni artigiane e mercantili di mutuo supporto, e quindi come gruppi di potere.

Ora, in italiano il termine ‘gilda’ compare a metà Ottocento, ed è un termine storico. Però una peculiare congiuntura rispetto ai sinonimi gli ha dato dei vantaggi imprevisti.

La distanza straniera ha preservato la gilda da quelle connotazioni che adesso inevitabilmente caratterizzano in maniera negativa le corporazioni, che devono anche fare i conti con un certo trascorso fascista – mentre le arti hanno un profilo artistico e artigiano che non si attaglia più con naturalezza a ogni professione. Le alternative sono diciture più astratte (come unione), o fredde e burocratiche (come associazione di categoria), o con significati giuridici più circoscritti (come sindacato).

Inoltre gilda ha potuto contare, per il proprio successo, sulla diffusione dell’immaginario del fantasy e della fantascienza. Il nocciolo più solito del genere fantasy medievaleggiante difficilmente si rifà ai medioevi di Palermo, di Cordoba, di Genova o Firenze. Nella sua versatile genericità ha un tratto ineludibilmente nordico – domestico, nel mondo anglosassone, e che riflette i suoi stilemi anche nella fantascienza. Naturale che le gilde abbiano trovato posto con questo nome, nelle narrazioni di questi generi – da una qualunque gilda di ladri in una partita di Dungeons & dragons alla Gilda spaziale di Dune.

Insomma è un termine della storia, con usi specifici, che si è affermato in rappresentazioni molto diffuse tanto da diventare uno stilema narrativo, e che però ha il potenziale – tutt’altro che nascosto – per significare quell’essere gruppo, quell’essere associazione che blinda e rende forte una certa categoria, a monte di tutte le implicazioni in cui, dalla corporazione alla lobby, tutti i suoi sinonimi più o meno prossimi sono inviluppati.

Parola pubblicata il 26 Dicembre 2020