Impermanenza

im-per-ma-nèn-za

Transitorietà di un fenomeno, il suo essere passeggero

composto da in- negativo e permanenza, derivato di permanere, uguale in latino, che a sua volta è composto da per- intensivo e manere restare.

Si tratta di un concetto filosofico cardinale, che troviamo soprattutto legato alle filosofie orientali, in particolare al buddismo - anche se non mancano addentellati nella filosofia occidentale, specie precristiana. Ed è bello avere una parola che lo significa con tanta precisione.

L'impermanenza altro non è che la transitorierà dei fenomeni: tutto è passeggero, tutto muta, niente è eterno. La permanenza è un'illusione, e l'accettazione di questa verità - o meglio, la sua concreta e costante percezione - permette uno sguardo sereno sul fluire delle cose. Questo paradigma filosofico non implica un abbandono nichilista delle vie etiche: l'impermanenza è una cornice, un contesto - e, fra l'altro, è una delle chiavi fondamentali per comprendere tanta parte della nostra cultura classica.

Parola pubblicata il 18 Maggio 2015

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