Illusione

il-lu-sió-ne

Distorsione di una percezione

dal latino: illusio, composto da in rafforzativo e ludere scherzare - da ludus gioco. Dal significato di ironia è passata a quello di derisione, e solo tardivamente ha assunto quello di ingannevole.

Siamo molto abituati a connotare l'illusione nel senso di falsa speranza: questo perché è il significato che ci brucia di più, e che in effetti ben risponde all'etimo che suggerisce una presa in giro, un'ironia maligna.

Ma allargando la visuale notiamo che il senso ampio di distorsione di una percezione è un gran cavallo di battaglia della nostra vita - dalla stupita ricerca delle illusioni ottiche alle illusioni d'evasione dei paradisi artistici o artificiali: in generale il contrasto fra apparenza e realtà è parecchio sentito, essendo un assurdo intuitivo al cui stridore tutti arrivano, fosse anche solo dolorosamente, nel rapporto fra la percezione di sé e quella degli altri.

Al di là di queste scontatezze, pregevoli sono i messaggi sull'illusione che vengono dall'oriente - spesso mal recepiti nella nostra cultura: pensiamo ai principi dei buddismi autentici per cui la realtà altro non è che una proiezione illusoria - essendo realmente reale soltanto il diamante della coscienza osservante, capace di approdate al vuoto, al nulla -, o pensiamo alle variegate dottrine su Maya, potere creativo che illude l'esistenza di altro fuori dall'eterno immutabile Atman, o diaframma che tiene separati dal dio, che, come Schopenhauer ha fatto giungere al nostro orecchio liceale, tutto ricopre con un velo.

Parola pubblicata il 12 Dicembre 2011

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