Ludibrio

lu-dì-brio

Scherno

dal latino: ludibrium, da ludere schernire.

Questa parola sopravvive quasi esclusivamente nell'espressione "pubblico ludibrio", per dire che qualcuno o qualcosa si espone od è esposto alle beffe della comunità, ad una derisione pubblica. Altrimenti è desueta, comatosa nei dizionari.

Forse - mi perdonerete l'audacia - è un segno dei tempi: le nostre secolari culture nazionali sono fondamentalmente basate sulla beffa, ma oggi o si fa fronte compatto e pubblico per ridere distruttivamente di qualcuno fulminandolo irreparabilmente in un solo scandalo, oppure si rischia di andar per avvocati - offesa la rispettabilità, offeso l'onore! Il costante ludibrio personale, il vicendevolmente e senza impegno resta vestigio dei vecchi cuori ancora schietti delle nostre città, dalle Alpi alla Sicilia, di quella comune italianità ridanciana che sa non prendersi sul serio ridendo innanzitutto di sé.

Perciò, adesso o il ludibrio è di un gregge pubblico oppure è conveniente esiliarlo. Ma se si crede in questo valore, d'ironia che pulisce, di riso che spazza la paura, può essere buon esempio (non facile) prendersi di mira da sé per un personalissimo ludibrio, per dire che va bene, che si può fare - che è bello e sano vivere prendendosi in giro.

Parola pubblicata il 09 Giugno 2012

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