Lealista

le-a-lì-sta

Chi sostiene chi detiene il potere

composto da leale (a sua volta dal latino: legalis legale), più il suffisso -ista.

Il suffisso [-ista] ha molte sfumature; fra le altre, può significare una propensione pesante, che ha dei chiari connotati negativi. Ed è questo il nostro caso.

La lealtà, di per sé, rientra in quadro di valori alti, come l'onore e la responsabilità: è il rispetto di un rapporto o di una fiducia che ha la dignità di legge. Il lealismo sembra invece essere il parossismo patologico di questo valore, l'esagerazione di una lealtà tributata ad un potere forte e autocratico - come quello di un sovrano o di un dittatore. Storicamente sono celebri i lealisti che durante la guerra d'indipendenza statunitense combatterono dalla parte della corona inglese, e negli ultimi anni abbiamo sentito parlare dei lealisti che hanno sostenuto fino all'ultimo Gheddafi in Libia, o che oggi sostengono Assad in Siria: il lealista sembra si ponga a difesa di uno status quo retrivo, nemico del progresso politico e sociale.

Questo chiarisce ancora una volta che la virtù è una via di mezzo.

Parola pubblicata il 09 Settembre 2013

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