Nevrile

ne-vrì-le

Scattante, vigoroso, eccitabile

composto di nevro- 'nervo', col suffisso aggettivale -ile.

Parola interessante, anche se non particolarmente diffusa, ancora - già perché pare abbia giusto una trentina d'anni.

Esisteva il sostantivo 'nevrilità', fin dall'Ottocento, e descriveva un carattere dei nervi, la loro attitudine alla conduzione d'impulsi elettrici (si poteva parlare della nevrilità di un tessuto, per esempio). Ma è morto, del tutto obsoleto. Risorge però, in compagnia dell'aggettivo 'nevrile', con altri significati: sorte curiosa, per una parola, morire e risorgere così diversa.

Va notato che quel 'nevro-', che di solito è un primo elemento di parole composte e si riferisce ai nervi (come 'neuro-'), qui regge l'intera parola senza un secondo elemento (quell''-ile' è un mero suffisso aggettivale, ci trasforma quello che qui dovremmo indovinare come sostantivo in un aggettivo). Ora, il nevrile, essendo ciò che ha la qualità del nervo, dovrebbe essere analogo a 'nervoso'. E lo è, in un certo senso. 'Nervoso' non vuol dire solo 'agitato': con un gusto un po' rétro, del genere che indulge in discorsi sulle complessioni fisiche e magari cerca ancora nelle descrizioni un aroma ippocratico, il nervoso è lo scattante, l'agile, l'asciutto, il vigoroso. Il ragazzo nervoso così non sarà solo quello in tensione che fuma una sigaretta dopo l'altra, ma anche quello che nonostante la magrezza ha una forza eccezionale; la cameriera nervosa non sarà solo quella irritabile che ci risponde male, ma anche quella che saetta dalla cucina ai tavoli con una rapidità felina.

Il nevrile riesce a raccogliere questo particolare taglio del nervoso, che nei discorsi comuni soccombe al nervoso-agitato, al nervoso-irritabile, tanto da essere quasi impercorribile per via della confusione che genererebbe. Lo raccoglie, lo differenzia in una nuova forma, e scioglie il suo treno di significati (scattante, agile, vigoroso, reattivo, eccitabile, sensibile) da ogni qui pro quo.

Emerge in riferimento ai cavalli: l'energia di un bel cavallo nevrile dà grandi soddisfazioni al cavaliere esperto, ed è un pericolo serio per quello inabile a coglierne la sensibilità mobile, a smorzarne le eccitazioni. Ma si può riferire anche ai cani: il cane nevrile è instancabile, in continuo movimento, rilanciato da ogni minimo stimolo. E come non attagliare il nevrile alle persone? Il collega nevrile lavora in modo fulmineo e incisivo, e con una reattività tale che spesso lo fa scattare in reazioni inconsulte.

Una parola che descrive una qualità complessa e facilmente riconoscibile, con sintesi elegante.

Parola pubblicata il 28 Agosto 2018

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