Paradosso

pa-ra-dòs-so

Proposizione che si manifesta inaccettabile poiché contraria all'esperienza, all'opinione comune - pur partendo da presupposti validi

dal greco: para contro doxa opinione (comune).

Formidabile destriero del pensiero, il paradosso, riscagliandosi addosso - coltello fra i denti - contro le proprie stesse premesse, mette in una luce abbacinante l'errore, l'incoerenza, gli evidenti falli di una posizione; né per ciò solo si limita a demolire - che fornendo ali al discorso ne indica anche un progetto di progresso, rende gustosa e curiosa la piega nuova di un concetto. Ed è per queste idiosincrasie che sempre è stato strumento favorito di filosofia, di scienze d'avanguardia, sì, e di satira e di ironia, da Achille e la tartaruga, al Paradosso dell'avvocato di Protagora fino al Paradosso dei gemelli - da Oscar Wilde (Prince Paradox) fino ad Alessandro Bergonzoni e a Corrado Guzzanti.

Parola pubblicata il 09 Giugno 2011

Commenti