Piluccare

pi-luc-cà-re (io pi-lùc-co)

Mangiare acini d'uva spiccandoli uno a uno; mangiare a bocconcini; estorcere a poco a poco; affliggere a poco a poco

probabilmente dall'ipotetico verbo del latino parlato piluccare, derivato di pilare 'pelare, spogliare'.

Abbiamo la percezione immediata che si tratti di una parola tanto espressiva, e in effetti si fonda su un'immagine essenziale - quella dello spelacchiare (non etimologicamente incontroversa, ma la teniamo).

Il primo significato di questo verbo che i dizionari (concordi) riportano, è il mangiare l'uva spiccandone gli acini uno a uno. Il sultano pilucca uva croccante mentre il moto lieve dei flabelli lo rinfresca, pilucco l'uva e poi rimetto in frigo il raspo con gli ultimi tre chicchi attaccati, e via dicendo. Benissimo. Il piluccare entra in scena quasi che ogni acino fosse un ciuffetto di peli di un vello lussureggiante, pelato un po' alla volta; e l'immagine non cambia quando diventa un mangiare a bocconcini, e magari svogliatamente, alimenti d'altro genere (pilucco le noccioline per noia, pilucco appena la pietanza rivoltante che il mio amico mi ha servito con tanto entusiasmo); e nemmeno quando questo mangiare diventa un fruire più generico (pilucco qualche libro della biblioteca per vedere se c'è qualcosa di interessante, pilucco un episodio della nuova serie e già mi stanca, pilucco solo un paio di pagine di quel libro che non voglio finire). Non c'è fame urgente, nel piluccare, in questo pelare pian piano, anzi. Difficilmente il piluccare arriva a esaurire ciò che pilucca. Consuma piano, per curiosità blanda, per noia stanca o per salda pazienza.

Così, in sensi più amari, anche il criminale intelligente conduce le sue estorsioni piluccando a poco a poco una fortuna, il concorrente occulto pilucca discretamente certi utili segreti. E più lettarariamente diventa un affliggere pian piano: si può essere piluccati da un rimorso, una vendetta che macina fino ci pilucca a distanza di anni.

Consumare piano, per curiosità blanda, per noia stanca o per salda pazienza.

Parola pubblicata il 06 Ottobre 2018

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