Ripristinare

ri-pri-sti-nà-re (io ri-prì-sti-no)

Riportare alle condizioni originarie, restaurare; reintrodurre

da pristino, col prefisso ri- che indica un movimento contrario.

Per quanto possa sembrare controintuitivo, talvolta per fare una parola comune serve solo una parola estremamente aulica con gli affissi giusti.

Quanti di noi hanno usato di recente la parola 'pristino'? Con l'eccezione cristallizzata delle 'riduzioni in pristino' del lessico giuridico, non solo è difficile usare questa parola, ma anche solo imbattervisi. Il suo significato, comunque, è semplice: il precedente, l'anteriore. Si tratta di una voce dotta recuperata dal latino nel XIV secolo, e vi si scorge una radice, pris-, che indica giusto anteriorità e troviamo nel 'prisco' (col significato di 'antico'), e riconosciamo non distante dal 'primo'.

Il ripristinare installa un movimento contrario su questo concetto: ciò che era precedente, originario, primitivo, viene ristabilito - il primo diventa ultimo, il vecchio nuovo. Il passato ritorna. È attestato tardi, negli ultimi anni del Settecento; e rispetto a verbi analoghi, come 'restaurare' (tanto versatile quanto generico), riesce a mostrare una precisione senza sbavature: c'è un esatto stato precedente, e quello viene riportato in essere come se niente altro, nel mezzo, fosse mai stato (e di solito nel mezzo c'è stato un turbamento notevole). Magari è nella forza di questa precisione asciutta che sta il segreto del suo successo - e proprio per l'affinità con altre parole, anche a chi non riconosca il 'pristino' nel 'ripristinare' è sufficiente la suggestione del 'pris-' per intendere che si parla di un prima che torna.

Così dopo la frana viene ripristinata la viabilità, l'intervento ha ripristinato l'antico splendore della facciata della chiesa, a volte basta un giusto atteggiamento per ripristinare rapporti che parevano deteriorati per sempre, mentre l'assemblea pubblica ripristina regolamenti infradiciati da troppe eccezioni.

Parola pubblicata il 28 Marzo 2019

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