Scaltro

scàl-tro

Accorto, astuto, furbo

derivato di scaltrire, forse da una forma latina: calterire, probabilmente derivata da cauterium ferro rovente, braciere, a sua volta dal greco: kauterion, da kaio bruciare.

Il fuoco è un maestro severo, ma ciò che insegna lo imparano tutti. Così lo scaltro è colui che si è fatto accorto dopo una bruciatura. Quindi lo scaltro non è il furbo di natura, ma lo scafato che ha appreso l'astuzia con l'esperienza; in altre parole, la scaltrezza è un tipo di intelligenza, una comprensione dell'esperienza che si traduce in abilità.

Vediamo che, per l'immagine comunicata dal suo etimo, questa parola ha una grazia rara, profonda, fondata sull'archetipico apprendimento che il fuoco brucia. È scaltro lo studente in cerca di lavoro che si presenta come indispensabile a coloro a cui faccia domanda; è scaltro lo scacchista che distrae l'avversario tendendogli un'insidia inosservata; è scaltro il politico che sa colpire i punti deboli degli oppositori nascondendo i propri.

Parola pubblicata il 01 Novembre 2013

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