Sgomento

sgo-mén-to

Turbamento, sbigottimento; turbato, sbigottito

da sgomentare, che deriva dal latino parlato excommentare turbare, composto da ex- e da commentari meditare, composto di mens mente.

Esistono tanti tipi di turbamento interiore; vediamo che cosa sia lo sgomento.

La dimensione dello sgomento è precipuamente mentale. È un tipo di sconcerto smarrito e triste che scaturisce da un momento di timore, ansia, stordimento, e che lascia il pensiero a rigirare su sé stesso. Nello sgomento la riflessione tùrbina a vuoto e non giova - e non c'è reazione. Il gesto estremo del disperato può suscitare sgomento; la mossa imprudente dell'autista lascia sgomenti i passeggeri; la sentenza inaspettata sgomenta.

È una parola raffinata, in quanto definisce uno stato interiore in maniera estremamente precisa. Ma non dovrebbe essere percepita come ricercata o aulica: lo sgomento è un fatto umano, non piacevole ma comune, e individuarlo con esattezza significa renderlo una realtà gestibile. Può anche essere usata in senso iperbolico e ironico: si può dire che il marito, come idraulico, è uno sgomento, o parlare dello sgomento di dover imbiancare; più facilmente, posso sgomentarmi davanti alla bellezza della druda dell'amico, e sgomentare tutti con un colpo da maestro a biliardo - di cui dissimulo la casualità.

Da notare, infine, che 'sgomento' è un derivato a suffisso zero di sgomentare, e che il participio passato di questo verbo, 'sgomentato', può parimenti presentarsi nella forma contratta 'sgomento'.

Parola pubblicata il 23 Agosto 2015

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