Metodo

mè-to-do

Significato Criteri e procedimenti direttivi secondo i quali si volge un’attività per raggiungere un certo risultato; procedimento; ordine, precisione; modo di agire

Etimologia voce dotta recuperata dal latino methodus, dal greco méthodos ‘investigazione, procedimento di ricerca’, da hodós ‘via, percorso’.

La strada non pensa la meta. La strada considera il punto in cui si trova e il percorso possibile. La meta rientra nel ‘possibile’ della strada, nel di là, nell’oltre a cui ordinatamente, puntualmente si volge. E il metodo ci parla precisamente di questo.

Prepariamoci all’insolito. Il meta- non è un elemento greco dei più bizzarri (magari sappiamo anche che è un ‘oltre’), ma probabilmente non ci aspettiamo di trovarlo qui — anzi ha un certo grado di dissimulazione, e si inclina in una ricerca; si unisce a un hódos che invece è molto dotto, e significa ‘via’ (a qualcuno verrà in mente l’odeporico, l’esodo, l’odometro, il periodo, ma s’intende che non è un elemento che spicca e si fa notare).

A guardare sui dizionari, il méthodos greco (anzi la méthodos, in origine è femminile) è un procedimento di ricerca — davvero vicino al nostro ‘metodo’, che è un sistema di criteri direttivi per fare qualcosa, e quindi, detto in soldi più grossi, un modo di fare, pensato e ordinato. La cosa stupefacente è che il metodo è letteralmente un procedimento, un percorso di ricerca che porta oltre, una via al dopo.

Possiamo parlare di una violazione del metodo scientifico, del metodo che adottiamo per piantare bulbi, di un metodo per risolvere il problema, che funziona ma non ci piace. Quando ragioniamo del merito di una questione ne soppesiamo la sostanza, scendiamo nel giudizio concreto su un contenuto. Il metodo si contrappone ai contenuti; si imposta srotolando un ordine, che bada alla propria solidità, all’efficacia e all’efficienza di un raggiungimento — ignaro e indifferente rispetto a chi o a ciò che lo impiega. Il metodo non è un ragionamento, è l’organizzazione del ragionamento.

Oh, ne avremmo di sinonimi. Abbiamo la solennità razionale (quasi legislativa) di criteri, norme e regole; abbiamo la vaghezza gerarchica e scrupolosa dell’ordine; abbiamo il sistema, che non di rado è accroccato e fantasioso, la tecnica, sottilmente esoterica e artigianale, il processo, che sa d’industria, la tattica, che sa di azione conflittuale. Abbiamo il procedimento, che pure ci parla di un avanzamento, di un modo di procedere, e che però appare scontornato, meno organizzato.
Il metodo conosce la via e ha, in noce, l’oltre. Perciò è una ricerca, e questo suo modo icastico di portarci il suo significato lo rende insostituibile e impareggiabile. È a terra, nelle cose, non si sgomenta o spariglia, si stende. E si dirama in ogni azione umana che ambisca non tanto a una meta, quanto a una direzione.

Parola pubblicata il 03 Gennaio 2026