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Maggiorente

mag-gio-rèn-te

SignNotabile, persona importante per prestigio, autorità, sapere, posizione, ricchezza

derivato di maggiore, dal latino maior, comparativo di magnus 'grande'.

Visto che sui giornali capita di leggere malapropismi tipo «i due giovani appena maggiorenti», è giusto il caso di chiarire che il maggiorente col maggiorenne non c'entra nulla. Piuttosto, questa parola ha una caratteristica peculiare: pare sia l'unica, fra quelle che hanno il suffisso -ente, a non essere collegata a un verbo. In effetti, tante parole che hanno questo suffisso le conosciamo direttamente come participi presenti, per quanto riescano anche a prendere un respiro più ampio - e...

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Miraggio

mi-ràg-gio

SignFenomeno ottico causato dal passaggio della luce attraverso strati d'aria con temperatura diversa, e quindi con diversi indici di rifrazione; allucinazione; prospettiva allettante ma illusoria

dal francese mirage, dal verbo mirer 'ammirare'.

Una ricca parte del nostro vocabolario ci è arrivata dal francese, un vero pozzo di parole a cui nei secoli abbiamo attinto con larghezza, quasi come dal latino - e il caso del miraggio è particolarmente curioso. Mirage si trova attestato verso la metà del Settecento, eppure la sua fortuna nella descrizione scientifica del fenomeno ottico si afferma solo da fine secolo, grazie all'opera di Gaspard Monge, un borgognone di umili origini ricordato come padre della geometria descrittiva....

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Dvandva

dvàn-dva

SignTermine tecnico della linguistica che indica un composto copulativo

dal sanscrito द्वंद्व, dvaṃdva ‘coppia, composto copulativo’.

La letteratura sanscrita ha donato al mondo scritti appartenenti a svariati ambiti del sapere; uno di questi ambiti è la grammatica, ed è proprio dalla grammatica sanscrita che la linguistica moderna ha mutuato il termine dvandva. In sanscrito la composizione è stato un meccanismo importantissimo: basti pensare che si individuano ben sei tipi di composizione, a cui sono da aggiungersi le varie sottocategorie proprie di ciascun tipo. Insomma: in India dilagava la compostomania. Per dirlo...

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Desolare

de-so-là-re (io dè-so-lo)

SignAffliggere, addolorare profondamente; spopolare, devastare

dal latino desolàre 'abbandonare, lasciare solo, rendere deserto, composto di de- 'da' e solus 'solo'.

Ancora una volta un participio passato ha più successo del resto del verbo - e ha acquistato la dignità autonoma di aggettivo. Ma guardiamolo tutto, coi suoi parenti: qui l'etimologia dà una mano sorprendente a capire la cifra del desolare. D'acchito lo accostiamo al devastato, e quindi potremmo indovinare un legame ideale col 'radere al suolo', ma il percorso è più sottile: il desolare ci parla di solitudine. Recuperato dal latino nel XIII secolo, il desolare lì aveva giusto i significati...

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Desistere

de-sì-ste-re (io de-sì-sto)

SignCessare, rinunciare

voce dotta, recuperata dal latino desistere, derivato di sistere 'fermarsi', intensivo di stare, col prefisso de-.

Facile, si può pensare: è il contrario di 'insistere', il suo fratello più comune. E in effetti è così, ma scendiamo. Il desistere è un cessare, un rinunciare speculare al ribadire, al perseverare dell'insistere. E la terra su cui questi verbi sono costruiti è quella fertilissima del sistere latino (casa dell'assistere, dell'esistere, del sussistere, del resistere e via e via): questo sistere ci dipinge con un tratto essenziale il significato del fermarsi, del porsi in modo stabile,...

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Casalingo

ca-sa-lìn-go

SignRelativo alla casa; genuino; appartato, abitudinario; come sostantivo, utensile per la casa

derivato di casale.

C'è qualcosa di strano nel casalingo. Guardandone il profilo si vede subito la parola 'casa', e così viene da cascare subito nei suoi significati consueti, scavati come aggettivo o sostantivo. Notare lo strano, che pure è evidente, non è così semplice - e non è nemmeno così semplice sondarlo. Quella 'l' è strana. Denuncia che non si tratta di un derivato diretto di casa, ma piuttosto di casale. Lungo la via che porta dal casalingo al domestico c'è uno scossone, uno squassamento: il...

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Ferrato

fer-rà-to

SignRinforzato con elementi di ferro; esperto, profondamente preparato in un certo campo; ferreo, crudele

da ferrare, derivato di ferro, che è dal latino ferrum.

La vita delle parole ha una durata curiosa: spesso esse, attraverso gli usi figurati, sopravvivono a ciò che nacquero per descrivere. È il caso del ferrato, una parola che in passato è stata gigante, di uso pervasivo, e che oggi vive in modo popolare e dignitoso in nicchie precise - ma non asfittiche - nella più pura metafora. Ci viene subito in mente che si riferisca al cavallo ferrato, ai suoi zoccoli che vengono muniti di ferri ricurvi per protezione, e che quindi, come dire?, è pronto....

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Epicrisi

e-pì-cri-si

SignGiudizio finale desunto da una somma di giudizi parziali

dal greco epìkrisis 'deliberazione, giudizio', composto di epi- 'sopra' e krìsis 'giudizio'.

Anche se il nome ci si presenta dottissimo, paludato, un po' misterioso, l'epìcrisi ci è del tutto consueta: la troviamo leggendo l'opinione sul film uscito or ora, leggendo le recensioni del prodotto che pensiamo di acquistare, o il commento del giornalista sportivo sulla partita di ieri. La premessa è semplice: spesso, specie in casi di particolare complessità, quando si è chiamati ad articolare un giudizio, non si approda a un giudizio finale direttamente. Prima scomponiamo la realtà da...

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Fantomatico

fan-to-mà-ti-co

SignSimile a un fantasma; che non si sa dove sia o come agisca; irreale; inafferrabile

al francese fantomatique, derivato di fantôme 'fantasma'.

Il fantasma è una figura molto complessa, con caratteri differenti - che certo si embricano, ma vanno considerati in modo distinto. Può spaventare, perfino essere terrificante; può essere simbolo o simulacro di qualcosa che appartiene al passato, o a sfere occulte; può essere un riflesso di fantasia; può essere paradossalmente assente, o misterioso, e inafferrabile. Ed è su questi ultimi significati che si seleziona il fantomatico. Quando riportiamo il racconto dell'amico sulla fantomatica...

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Resettare

re-set-tà-re (io re-sèt-to)

SignIn informatica, azzerare le operazioni svolte da un elaboratore, riportandolo allo stato iniziale; estensivamente, annullare, riportare alle condizioni di partenza.

da reset, voce inglese, composto di re e set, propriamente 'riposizionare'.

Sarà forse un eccesso di romanticismo, ma è intrigante e appassionante osservare come alcuni termini scavino nel terreno della lingua fino ad arrivarne al cuore. I passaggi non avvengono soltanto da una lingua all’altra, ma anche tra i diversi campi semantici, e ad ogni passo corrisponde un arricchimento, che è visibile sia nella forma che nel significato. Prendiamo il reset, per esempio, che da noi entra attraverso il linguaggio asettico dell’informatica, ad indicare un ripristino delle...

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