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Impeccabile

im-pec-cà-bi-le

SignChe non pecca; perfetto, privo di difetti; inappuntabile, irreprensibile

dal latino tardo impeccàbilis.

Be', questa parola vorrebbe parlarci di peccato, ma più che del rispetto dell'etica finisce per raccontarci un rispetto dell'etichetta. Andiamo con ordine. Siamo davanti a un termine che arriva a noi senza soluzione di continuità dall'impeccabilis latino, che già al nostro orecchio ha un che di strano: di solito il suffisso '-abile', applicato al verbo, dà un significato passivo - quindi il mangiabile si può mangiare, il contestabile può essere contestato, il curabile può essere curato, e...

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Soglio

sò-glio

SignTrono, autorità sovrana

dal latino solium 'trono, potere supremo', ma anche 'vasca, sarcofago', corradicale di sedere, passato attraverso un ipotetico sodium.

Sembra proprio che l'espressione "il soglio pontificio", con le sue variazioni sul tema, oggi assorba la quasi totalità degli usi di questa parola. Ma questo può essere un bene. È vero che le parole che finiscono per essere usate solo in espressioni stereotipate sono cristallizzate e poco vitali; però è anche vero che vengono conservate, e non in dizionari silenziosi piene di ricchezze lontane dal cuore, ma proprio dentro il nostro orecchio - un punto a dir poco strategico. La parola è...

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Incognito

in-cò-gni-to

SignSconosciuto; condizione di chi vuole tenere celata la propria identità

voce dotta recuperata dal latino incognitus 'sconosciuto, ignoto', derivato di cognitus, participio passato di cognóscere 'conoscere', con prefisso negativo in-.

È una parola che si mastica di frequente, ma i suoi significati correnti sono sottili e piuttosto limitati, e inoltre veste degli evidenti panni latini che hanno un certo peso sulle sue sfumature. Si potrebbe dire che l'incognito è lo sconosciuto, ma sarebbe un'affermazione da circostanziare: non si sente tanto parlare delle cause incognite che hanno determinato un gesto, delle vie incognite che ci affascinano nella nuova città - è un uso letterario o rétro. Difficilmente dirò anche che mi...

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Record

rècord

SignIn prove sportive: primato, il risultato che supera tutti i precedenti; come aggettivo, con significato estensivo, denota superiorità assoluta; in informatica: in un database, insieme strutturato di informazioni suddiviso in campi; nei registratori e nei videoregistratori, pulsante utilizzato per avviare una registrazione

voce inglese, ‘registrazione’.

Anglicismo effettivamente da record questo, visto che entra in italiano alla fine del XIX secolo e resiste a spinte piuttosto forti che lo volevano sostituire con corrispettivi italiani di tutto rispetto. Sono numerosi, quindi in zona record, pure i significati assunti dal termine, anche se rimane comunque più ristretto rispetto all’originale. E se poi ci aggiungiamo che il suo ruolo all’interno della frase può variare da sostantivo (ad esempio, se dico che mio zio detiene il record delle...

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Inostrare

i-no-strà-re (io i-nò-stro)

SignOrnare, tingere di porpora; colorare di rosso; macchiare di sangue

composto parasintetico di ostro 'porpora', che è dal latino ostrum, il quale viene dal greco óstreon 'ostrica', ma anche 'porpora'.

È una parola la cui rarità si sposa bene con la preziosità di ciò che denota; ma vedremo che ci sono motivi abbastanza persuasivi che possono portare a ricorrervi. Si tratta di un bel verbo che s'impernia sull'ostro, ossia la porpora; e per collocare questo termine correttamente nella geografia delle parole, merita subito avvicinarlo all'ostrica, con cui è etimologicamente imparentato. In realtà la porpora non si ottiene dall'ostrica, ma dal murice comune - né gli antichi li confondevano....

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Affiorare

af-fio-rà-re (io af-fió-ro)

SignApparire alla superficie, specie alla superficie di terra e acqua; trapelare iniziare ad essere percepibile

dal francese affleurer, dalla locuzione à fleur de 'a fior di, alla superficie'.

Quando la lingua ci parla di fiori è normale che il nostro livello di attenzione si alzi - l'odore di meraviglia è immediato. Questo caso in particolare merita una certa concentrazione, perché il verbo 'affiorare' richiede al 'fiore' uno sforzo di significato davvero alto. Siamo davanti a un termine entrato in italiano di recente, alle porte del Novecento. E viene mutuato dal francese: chissà quanti nasi ha fatto storcere, Questo gallicismo! Se fino a metà secolo ha conservato un'aura di...

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Statista

sta-tì-sta

SignPersona di Stato, che governa uno Stato; chi, con grandi doti ed esperienza, ha un ruolo di primo rilievo nella vita di uno Stato

derivato di Stato, che è dal latino status.

Appellativo ambito quanto scivoloso, quello di statista. Da una parte, quale politico non vorrebbe fregiarsene? Dall’altra, a chi può essere attribuito, nella storia d’Italia, senza scatenare diatribe più o meno roventi? Forse, unanimemente, solo a Cavour. Eppure, di per sé la parola statista significa semplicemente “uomo/donna di Stato”, come appare chiaro dai suoi equivalenti in altre lingue (statesman/stateswoman in inglese, homme/femme d’état in francese). Potrebbe definirsi tale,...

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Gattabuia

gat-ta-bù-ia

SignGalera

etimo discusso.

A metà dell'Ottocento si attesta una nuova parola per indicare il carcere, la galera, il bagno penale: 'gattabuia'. Si conquista un successo duraturo per un intreccio molto stretto di ragioni e suggestioni, e un intreccio molto stretto, tanto da non poter quasi essere sbrogliato, è quello della sua etimologia. C'è da camminare sulle uova. Restando nell'evidenza dell'immediatezza, si potrebbe trattare di un incrocio fra 'gattaiola' e 'buio': il gatto è un animale eminentemente ladresco,...

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Spaccone

spac-có-ne

SignFanfarone, chi vanta imprese e qualità eccezionali

derivato di spaccare col suffisso -one, derivato dall'ipotetica voce longobarda spahhan 'fendere'.

Che lo spaccone sia il fanfarone, che sia colui che si vanta di aver compiuto e di compiere l'impensabile, di avere qualità eccezionalmente virtuose, capacità altissime, meriti sovrani, be', non è un mistero. Però di rado ci si sofferma su ciò che questa parola evoca direttamente, sul colore netto che lo 'spaccare' dà a questo concetto. Il fanfarone (di probabile origine onomatopeica e ascendenza spagnola) ci dà subito il senso del pallone ben gonfiato; il sacripante, il gradasso, il ...

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Potabile

po-tà-bi-le

SignChe si può bere senza pericolo per la salute

dal latino potare 'bere', di origine indoeuropea.

Abbiamo tutti in mente quella piccola gag: un tizio coi forbicioni da giardiniere tenta di tagliare il getto d'acqua di una fontana, sopraggiunge il compare arguto che gli indica il cartello appeso accanto, «Non vedi? Non è potabile!». Dietro al gioco di parole rimane la domanda che, sul serio, resta da sciogliere: ma il potabile nel senso di bevibile senza pericolo e il potare nel senso di curare le piante tagliando le parti improduttive, fuori sagoma, eccessive, hanno qualcosa a che vedere...

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