Anfisbena

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an-fi-sbè-na

SignSerpente mitico con due teste, una a ogni estremità

dal greco amphìsbaina, composto da amphì 'da una parte e dall'altra' e baìno 'andare'.

Quando Perseo ebbe finalmente decapitato Medusa, fu il momento giusto per regolare alcuni conti rimasti in sospeso. Sulla via del ritorno, decise di passare a trovare il titano Atlante, che, al principio della sua impresa, gli aveva negato aiuto e ospitalità. Quando fu giunto da lui, trasse fuori dal sacco che si portava dietro il capoccione di Medusa, e glielo mostrò: grazie al potere dello sguardo di Medusa (che conservava anche decapitata) Atlante fu tramutato nell'Atlante, la catena montuosa nordafricana. Sì, era davvero grosso. Quando riprese il suo viaggio in groppa a Pegaso, passò sopra il deserto libico, e lì alcune gocce del sangue della gorgone stillarono a terra. Ne nacquero le creature malevole del deserto, fra cui le anfisbene (o anfesibene, o anfisibene).

Si trattava di un curioso tipo di serpente velenoso a due teste: una era al posto giusto, la seconda, invece, stava in cima alla coda. Questo, fra le altre cose, permetteva all'anfisbena di muoversi indifferentemente in un verso o nell'altro (ed è a questo che si riferisce l'etimo). Doveva essere di ragguardevoli dimensioni, e ne parlarono autori latini come Lucano, nella Pharsalia, e Plinio il Vecchio; successivamente fu citata anche da Brunetto Latini e da Dante, fino ad essere annoverata in tempi più recenti da Borges nel suo Manuale di zoologia fantastica.

Non è una bestia immaginaria qualunque. Ha una carica simbolica straordinariamente interessante. L'anfisbena è simbolo di un pericolo doppio, ulteriormente insidioso: davanti ad essa non ci si può comportare come davanti al pericolo di un normale serpente, perché anche la coda morde. Il problema che stavamo cercando di risolvere ne palesa un altro, rivelandosi un'anfisbena; quell'anfisbena della vicina di casa ci attacca pubblicamente e occultamente diffonde voci false sul nostro conto; e la malattia che si sta sconfiggendo può mostrare una coda da anfisbena.

Ricordiamo infine che questa figura ricorre anche in araldica e che il suo nome è stato dato a un genere di rettili.

Parola pubblicata il 11 Dicembre 2015

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