Background

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becgràund

SignComplesso di condizioni, circostanze, idee e simili che fanno da sfondo alla realizzazione di un evento, alla formazione psicologica e culturale di un individuo, e simili

voce inglese, composto di back ‘dietro’ e ground ‘terra, fondo’; quindi ‘retroterra’.

Questa voce è ricca di sfumature, di sinonimi e di applicazioni. Originariamente, nella lingua inglese il significato di questo termine composto da back ('dietro', usato in funzione attributiva) e ground ('terreno', 'fondo') ha a che vedere con il mondo del teatro, dove indicava tutto ciò che sulla scena stava in secondo piano, nella parte del palcoscenico più distante dal pubblico dove oggetti e attori fanno da sfondo a ciò che è in primo piano e si impone all’attenzione di chi guarda. E proprio 'sfondo' è uno dei termini con cui possiamo esprimere, in italiano, questo concetto, il che si applica anche nell’ambito della pittura, dove l’uso trova terreno fertile in maniera rapida e spontanea.

Parecchio successivo il senso figurato, per cui il background diventa quell’insieme di elementi che sottostanno, che fanno da base alla realizzazione di qualcosa direttamente visibile, che si tratti di un evento, di un processo, di un mestiere, fino a giungere alla struttura sociale, culturale e psicologica del singolo o di un gruppo. Quest’ultima è l’accezione che probabilmente ci è più familiare, e che troviamo più diffusa nell’uso in lingua italiana, dove si affianca a sinonimi come bagaglio, corredo e patrimonio. Nonostante tale ricchezza, abbiamo introdotto anche un calco come retroterra, che compete in maniera più che dignitosa con il suo fratello anglofono.

Ma non è tutto: il termine, sia nella lingua originale che in quella ospite, continua ad adattarsi all’evoluzione dei tempi, e da arti antiche come la pittura ed il teatro è passato, ad esempio, all’informatica, dove è sfruttatissimo per indicare ciò che il computer effettua in autonomia mentre noi continuiamo a lavorare senza esserne disturbati, quasi senza accorgerci che altre attività sono in atto. Da qua, il termine rimbalza ancora nell’ambito meno tecnico e più figurato: vi è mai capitato di esporre il progetto o di spiegare la lezione mentre il vostro cervello, in background, riepilogava la lista della spesa?

Con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa, a venerdì alterni sviscereremo un nuovo anglicismo.

Parola pubblicata il 30 Marzo 2018

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