Criterio

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cri-tè-rio

SignPrincipio valutativo

dal greco kritèrion, derivato dal tema di krìno 'separare, giudicare'.

Questa è una parola immensa, che con la sua generale versatilità ha pervaso ogni ambito dello scibile e della vita umana, tanto che a stento se ne possono seguire tutti gli esiti specifici. Deriva dal fertilissimo tema del verbo greco krìno, che meravigliosamente ha dato origine a una quantità impressionante di termini variegatissimi - dal crine al crinale, dalla crisi alla discriminazione, fino al crimine e al discreto. L'immagine di fondo è sempre quella di una separazione: nel nostro caso, il criterio si manifesta quale principio in virtù del quale si compie una scelta, una valutazione, si dà corpo a un giudizio. Tramite il criterio l'intelletto separa le diverse opzioni, opera un discernimento e quindi arriva a una determinazione. Nel linguaggio scientifico si avvicina alla regola, al metodo; nel linguaggio comune, si avvicina al buon senso.

Così ricorderemo i criteri di divisibilità dei numeri, o di similitudine dei triangoli, così parliamo dei criteri rigorosi con cui sono compiute osservazioni e con cui sono elaborati i risultati di esperimenti; parimenti parleremo dell'investimento compiuto con criterio e invece delle scelte scriteriate che arrecano danno alla carriera.

Una parola che ci si presenta come una viva finestra su una delle linee di forza nascoste della lingua - quella che presenta la separazione, la scelta come strumento primo dell'intelligenza.

Parola pubblicata il 15 Agosto 2016

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