Torvo

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tór-vo

SignChe esprime astio, rancore, minaccia, specie riferito allo sguardo

dal latino torvus 'bieco, minaccioso, feroce', di origine incerta.

Siano davanti a una parola ampia eppure precisa. Non si può dire con certezza quale sia la sua origine, ma i latini ritenevano 'torvus' affine a 'torquere', cioè 'torcere': il che la ricondurrebbe a quella vasta famiglia di parole che prosperano nell'archetipica distinzione fra retto e obliquo in senso morale. Così il torvo, etimologicamente, si avvicina al bieco (che ricordiamo, è costruito proprio su un incrocio di 'obliquus').

Lo sguardo torvo - perché è di sguardi che parliamo, o di espressioni del viso - è scuro, carico di astio, perfino di rancore, spesso diffidente, volentieri minaccioso. Tutti caratteri che ci aspettiamo da uno sguardo storto. La sposa guarda torva il suo testimone che avrebbe l'intenzione di raccontare un aneddoto scabroso; l'amico che non sa perdere ci fissa torvo per tutta la sera dopo che lo abbiamo stracciato a bocce; il cane, torvo, guata l'altro che si sta avvicinando troppo alla sua ciotola.

È una parola che dà un colore intenso al discorso, una tinta molto forte; ma per quanto la sua impronta sia di netto malanimo, il suo carattere è schietto, piuttosto distante dalle ambiguità del bieco e del losco. Insomma, il torvo non è amichevole, ma almeno è trasparente.

Parola pubblicata il 14 Giugno 2017

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