Bordeggiare

bor-deg-già-re (io bor-dég-gio)

Navigare di bolina; destreggiarsi fra le difficoltà; sfiorare un argomento

derivato di bordo, di origine germanica.

Complesso e splendido, questo verbo richiede un paio di note. La bordata è ciascun tratto dritto della traiettoria a zig-zag percorsa dalla nave a vela che risale un vento contrario: così come nella bordata più nota, quella balistica, che conosciamo come salva esplosa dai cannoni di uno stesso lato della nave, in questa bordata il veliero offre al vento uno stesso bordo. Perché va ricordato, il termine 'bordo', così ampio e generico, a tratti perfino astratto, è in primis ciascuno dei due fianchi della nave, o della barca.

La nave a vela non può procedere dritta controvento, non si può precipitare alla sua meta se il vento spira da là - e questo è intuitivo. Ma senza rassegnarsi si può appoggiare (e questo è meno intuitivo) a spinte laterali, e zigzagare nella direzione desiderata - bordeggiando. È il cosiddetto 'navigare di bolina', una tecnica raffinata: trovando il giusto angolo fra vela e vento si genera una portanza che sospinge avanti la nave - con una forza del tutto analoga a quella che sostiene l'ala di un aereo.

Quindi, dicevamo, il bordeggiare è proprio uno zigzagare; ma mentre questo termine addirittura buffo non implica alcuna meta, descrive un movimento spezzato, pericoloso, avventato, scriteriato, indeciso, il bordeggiare ha una chiarezza mentale trasparente, ed è mosso da una volontà precisa. Infatti l'uso estensivo che fa del bordeggiare un barcollare è un po' superficiale. Molto più penetrante quello che ne fa un destreggiarsi fra le difficoltà: il bordeggiare disegna proprio una serie di aggiustamenti esperti, callidi, che colgono senza avventatezze il momento opportuno per cambiare direzione avvicinandosi sempre al fine. Quindi bordeggio fra esigenze diverse senza scontentare nessuno, lei è stata chiamata nella squadra per la sua capacità di bordeggiare, e l'investigatore protagonista del giallo bordeggia scafato superando ogni ostacolo.

E c'è un ultimo significato figurato calzante: l'asse che fila verso la meta viene intersecato a volta a volta dal bordeggiare senza che però sia mai scopertamente seguito. Così diventa anche l'evitare di affrontare direttamente il nocciolo, l'avvicinarsi, lo sfiorare con discrezione l'argomento che si vuole e insieme non si vuole toccare: stiamo a bordeggiare finché qualcuno non decide di parlare fuori dai denti, sondo il terreno bordeggiando con nonchalance, e tengo alta l'attenzione bordeggiando, dando sempre l'impressione di star per arrivare alla rivelazione.

Parola pubblicata il 29 Ottobre 2018

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