Burbero

bùr-be-ro

Scostante, poco cordiale - che però cela un animo buono

etimo sconosciuto; forse ha qualcosa a che vedere col latino: bubulus bovino, o forse ha una radice onomatopeica, affine a "borbottare".

Ciò che questa splendida parola denota è una qualità complessa: infatti se da un lato il burbero è il ruvido, lo scostante o perfino lo scortese, dall'altro questo atteggiamento tradisce la volontà di tener nascosta una parte di sé più sentimentale e tenera. È un'immagine molto forte, sorretta da un suono che già di per sé invita il broncio, e profondamente scavata nella nostra fantasia: il personaggio scortese ma dal cuore d'oro è praticamente una figura archetipica.

Sarà quindi burbero il vicino di casa che non saluta mai e parla a monosillabi ma ti lascia davanti alla porta un cestino con le primizie del suo orto; sarà burbero il professore che si mostra severo e sorride di rado ma in sede di scrutinio difende i suoi allievi a spada tratta; sarà burbera la cagnolina inavvicinabile che ha una triste storia alle spalle e abbaia a tutti, salvo sciogliersi quando decide di fidarsi e aprire il suo cuore.

Il burbero è chi tiene gli altri a distanza di sicurezza dalla sua parte più delicata.

Parola pubblicata il 24 Agosto 2013

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