Calere

ca-lé-re

Importare, interessare, stare a cuore

dal latino calere 'essere caldo', ma anche 'essere eccitato, essere allarmato, fervere'.

Verbo di registro letterario, che non pochi potrebbero avere difficoltà a usare. Ma è stupendo, e ha delle sfumature che tornano tanto utili anche nel quotidiano - e usarlo è più facile di quanto paia.

Innanzitutto il suo significato di importare, interessare, stare a cuore, è veicolato da una sensazione fisica: se mi cale di qualcosa, propriamente significa che mi scalda. Al contrario, se non me ne cale nulla, resto freddo. In secondo luogo va notato che si tratta di un verbo impersonale - e lo useremo alla stregua di 'importare': non mi cale dell'esame imminente, mi cale ciò che hai da dire a riguardo, e hai fatto un bel viaggio? Non me ne cale (e invece rosico).

Il registro alto di questa parola permette o di usarla cruda come risorsa di rara grazia - che distanzia l'emotivo e talvolta melenso 'stare a cuore', il vago 'interessare', il pragmatico 'importare' -, oppure di cucinarla con una robusta dose di ironia. Infatti ci sono caterve di modi tanto gagliardi quanto volgari per dire che di qualcosa non me ne importa - ma questa parola permette di ottenere un risultato più brillante senza offendere alcun orecchio.

Parola pubblicata il 22 Febbraio 2016

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