Carezza

ca-réz-za

Significato Tocco di mano che è dimostrazione di affetto, benevolenza e simili; manifestazione di affetto

Etimologia da caro, col suffisso nominale -ezza.

In questa parola così calda e familiare possiamo cogliere il modo meraviglioso in cui alcuni significati vasti e magmatici si cristallizzino in altri, esatti e limpidi. E qui non serve un’alta dottrina per intuire che alla base della carezza c’è il caro.

‘Caro’ è una parola enorme. Senza perderci potremmo dire che significa ‘amato’, ed è un significato che troviamo tale e quale fin nel carus latino (già insieme a quello di ‘costoso’!). L’origine è indoeuropea, e le sue ramificazioni sono eccezionalmente larghe.

Su questo grosso significato, che nei nostri discorsi e pensieri prende cento pieghe diverse, viene installato uno dei più consueti suffissi della nostra lingua, cioè ‘-ezza’. Di solito è un suffisso che trasforma un aggettivo nel nome di una qualità: pensiamo all’arretratezza, alla pacatezza, alla bellezza. Ma ‘carezza’ molto di rado ci parla delle caratteristiche di ciò che è caro: difficilmente parliamo della carezza della persona che amiamo nel senso del suo essere cara.

Piuttosto, la carezza emerge in italiano come una dimostrazione in atti o parole di uno stato, di un modo d’essere affettuoso. Non riesce ad astrarsi, o a restare in una dimensione riposta e interiore: la carezza esiste solo come espressione concreta.

Fra Duecento e Cinquecento la carezza vive in questa dimensione generica: ogni moina, ogni festa, ogni attenzione poteva dirsi una carezza — e questo ha continuato ad essere vero a lungo, anzi continua ad essere vero ancora oggi. Ad esempio posso essere investito dalle carezze della famiglia quando torno a casa, posso convincerti con le carezze, o posso guardarmi da carezze insolite che celano inganni. Ma a partire dal Cinquecento inizia a montare il significato di carezza che conosciamo meglio: il tocco leggero della mano che passa su un corpo caro, con affetto, sensualità, benevolenza.

Di tutta la valanga di manifestazioni d’affetto con cui la vita ci rivela la considerazione del caro, questo singolo gesto viene preso come campione. Un gesto di contatto, di tenerezza istintiva, normale, discreto, che la saggezza condivisa di un popolo è stata in grado di isolare e notare in questa parola, poi presa in prestito da molte lingue straniere — che ci rende la carezza della mamma, la carezza fatta al cane, l’ultima al cadavere, la carezza che seduce, la carezza alla statua finita, al ritratto e alla foto ricordo, alla bici finalmente comprata, la carezza del vento, dell’acqua, del sole.

Sono parole semplici come questa che ci rendono ricchi.

Parola pubblicata il 10 Dicembre 2020