Combutta

com-bùt-ta

Unione, accozzaglia; cricca

forse affine a buttare.

Purtroppo questa parola è usata in maniera un po' povera, tanto che è difficile trovarla fuori dall'espressione "essere in combutta", variamente declinata. Invece ha una ricchezza di colore articolata ed elastica.

La combutta, letteralmente, sarebbe l'accozzaglia, il mucchio confuso, e sembra più che plausibile che scaturisca dall'immagine di qualcosa gettato, buttato assieme senza costrutto. Ad esempio nell'armadio troviamo una combutta di vestiti che non usiamo dalla crisi di Suez, delle penne messe in combutta nell'astuccio non ne funziona mai una, e quello che viene presentato come piatto esotico è una combutta di ingredienti.

Da questa unione poco ordinata ed edificante nasce figuratamente la combutta come cricca intrigante: quello che si presentava come un gruppo capace di professionisti si rivela una combutta di truffaldini, la combutta degli amici ci organizza una festa a sorpresa, e fra colleghi si parla con amarezza di con chi il conoscente comune si è messo ultimamente in combutta.

Una parola che ha dei significati torniti, e che merita di essere impiegata con una versatilità degna ed estrosa.

Parola pubblicata il 13 Dicembre 2017

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