Conculcare

con-cul-cà-re

Schiacciare, calpestare con forza; opprimere, oltraggiare

voce dotta, recuperata dal latino conculcare, coi medesimi significati, composto di cum- e calcare 'calpestare'.

Lo riconosciamo subito come verbo fratello (il solo, e certo meno noto) dell'inculcare. Differiscono solo per il prefisso, no? Eppure il significato, potere dei prefissi, partendo da una radice uguale prende due dimensioni profondamente diverse.

Partono entrambi dal calcare latino, un premere, un calpestare. L'inculcare preme dentro, infilando, introducendo, e perciò persuadendo in maniera praticamente irreversibile (pensiamo a un pregiudizio >inculcare fin da piccoli), in virtù del semplice prefisso in-; invece il conculcare mostra il più complesso e maestoso di tutti i prefissi, il con- (cum- in latino). Descrive uno schiacciare, un calpestare con forza violenta, e figuratamente anche un opprimere, e perfino un oltraggiare. Messa così non è un'azione direzionata come l'inculcare (dritto dentro), e da sé il calcare ci comunica solo una pressione: che diavolo vuol dire, qui, quel prefisso?

'Con-' ci immaginiamo subito che significhi 'insieme'; però alcuni dizionari specificano che qui ha un valore perfettivo, in quanto descrive un atto compiuto: uno schiacciare che ha già schiacciato (costruzione naïf ma efficace per descrivere il calpestare con violenza, l'opprimere). Ma è difficile non sentire come il 'con-' tenga insieme l'azione del calpestare in una relazione, in una situazione intera di schiacciamento, di oppressione, di oltraggio - di violazione.

Il calciatore sleale conculca apposta il piede dell'avversario, la danza matta in giardino mi conculca le begonie; trovo che quel tipo di disciplina conculchi l'estro delle persone, l'altro sistema di credenze conculca la libertà personale; il nuovo libro conculca con superbia la tradizione precedente, l'affermazione derisoria conculca i più fragili.

Il suo essere meno percorso ce lo rende più vivace e selvaggio: il povero inculcare invece si è quasi fatto cristallo.

Parola pubblicata il 24 Ottobre 2018

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