Dietrologia

die-tro-lo-gì-a

Attribuzione di motivazioni occulte a fatti e decisioni della vita pubblica

composto di dietro e logia discorso.

Questa gustosa parola appartiene al linguaggio politico e giornalistico, e fin dalla sua improbabile formazione italo-greca dichiara un intento, se non canzonatorio, ironico e polemico. Per dietrologia si intende l'inclinazione decisa alla ricerca, dietro i fatti della vita pubblica, di cause segrete, diverse da quelle palesi.

All'occhio del dietrologo un certo fatto non è che la punta di un iceberg di interessi occulti - certo non documentabili, ma forse intuibili. E se porsi delle domande sulle cause profonde di un certo fatto è un importante esercizio di intelligenza, il problema della dietrologia sta nella scarsa caratura delle sue ipotesi: spesso si riduce a un'insinuazione fantasiosa e a buon mercato che vuole scalzare l'evidenza con supponenza.

Infatti, nel caso in cui davvero un certo fatto venga seriamente spiegato alla luce di motivazioni rimaste a lungo nell'ombra, difficilmente si dirà che è stata fatta luce con una dietrologia: perché la dietrologia è dietrologia quando in realtà non spiega nulla, quando è una fantasticheria, un'illazione campata in aria.

Si può fare un po' di dietrologia commentando la strana posizione assunta dal consigliere comunale; la promulgazione bipartisan della nuova legge si presta ad ampie dietrologie; l'assenza dell'amico alla cena apre la strada a mille dietrologie (che riguardano quella tipa con cui l'hai visto ieri in centro).

Parola pubblicata il 25 Aprile 2014

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