Equo

Trent'anni di Slow Food

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Giusto, ragionevole, equilibrato

dal latino aequus 'piano, uguale, giusto'.

Talvolta la parola più comune nasconde un'immagine originale di semplicità e poesia fulminanti. È il caso di equo.

Ora, tutti sappiamo che equo significa imparziale, ragionevole, equilibrato, sereno - giusto. Può essere equo il giudizio limpido e scevro da preconcetti, equo il pagamento in equilibrio con ciò che acquista, equa la spartizione proporzionata e conveniente. Nonostante sia una parola usata frequentemente, il suo significato, come vediamo, è piuttosto articolato.

Questo scaturisce da un'immagine pura: in latino aequus significa ciò che è piano, pianeggiante, uguale - e solo figuratamente ciò che è retto. Il piano che si schiude davanti agli occhi, nella sua uguale orizzontalità, è simbolo archetipico dell'equilibrato, del quieto. Non è spezzato da corruzioni, non è agitato da discontinuità, non è involto in discriminazioni. È semplicemente equo.

Il fatto che sia un'immagine di matrice naturale si ripercuote sui suoi significati: ciò che è equo lo è per natura o per naturale convenzione, secondo una morale moderata, diffusa, trasparente e razionale. Questa matrice naturale è molto evidente in un carattere del nostro ordinamento giuridico: in alcuni casi il giudice può non decidere secondo la legge, ma secondo equità.

Il risultato è una parola amplissima, dal sapore primigenio, che richiama con l'osservazione originale di un carattere del mondo - il piano - un primo tessuto morale, una prima suggestione di come è ciò che è giusto.

Parola pubblicata il 04 Settembre 2016

Trent'anni di Slow Food - con Slow Food

Per festeggiare i trent'anni di attività in Italia di Slow food, un ciclo sulle parole con cui pronunciare il giusto valore del cibo, il rispetto di chi lo produce, l'armonia con ambiente ed ecosistemi, i saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.

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