Esilarante

e-si-la-ràn-te

Molto divertente, buffo

propriamente, participio presente di esilarare, voce dotta recuperata dal latino exhilarare 'allietare, rallegrare', derivato di hìlaris 'ilare', col prefisso ex-.

Una parola che esprime in maniera così composta e pulita una qualità che può arrivare ad essere tutt'altro che composta e pulita dovrebbe subito attirare la nostra attenzione.

L'esilarante è uno di quei participi presenti che hanno avuto più successo rispetto al resto del verbo (succede in ogni famiglia): è difficile si dica che a guardare certi film mi esìlaro, che quando c'è Tizio ci esilariamo sempre, o si domandi se la battuta vi ha esilarato. Però è in questo verbo che troviamo inscritto l'esilarante, e ha dei caratteri un po' diversi da qualche ci potremmo immaginare. Più graziosi.

Ovviamente il riferimento radicale dell'esilarare è all'ilarità, un'allegria gioviale, una contentezza lieta, tutta buonumore: su questa base viene montato un prefisso 'ex-' che direziona questa allegria verso l'esterno: il latino exhilarare (recuperato in italiano nel XIV secolo) era un rendere manifestamente allegro, addirittura un dare, un far sbocciare un aspetto di gaiezza. Quindi l'esilarare non è solo un divertire, un far ridere: è più un allietare, un accendere una letizia profonda che riluce fuori. Magari ci si sganascia anche, ma magari è più discreto.

La vecchissima prozia trovava esilaranti Stanlio e Ollio, per l'amica la sua nuova fiamma è esilarante (anche se i suoi motti non sono poi così acuti), e abbiamo una collega a cui fanno fare sempre un discorso alle cene di lavoro perché è a dir poco esilarante. Si attaglia a persone, a battute, a opere, ma forse non solo: il perimetro è quello di ciò che allieta. C'è sempre una mattina di marzo in cui uscendo di casa troviamo finalmente il caldo, la luce, i fiori e l'erba, e ci fa venir da ridere. Forse si può dire esilarante anche quella.

Parola pubblicata il 22 Novembre 2018

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