Gourmet

gurmè

Buongustaio, intenditore, esperto di vini

voce francese, dall'antico francese groume 'assaggiatore di vino, attendente del mercante di vini', incrociato col medio francese gourmand 'ghiottone'.

Per quanto questa parola sia assurta globalmente all'empireo dei termini dell'alta cucina, non nasce in alto.

Oggi il gourmet è il raffinato buongustaio, l'intenditore sovrano nelle materie del palato, e in particolare è l'esperto di vini. Ma l'etimologia ci spiega bene quali siano i pilastri di questa competenza.

L'antica figura del groume non è nobile: non è che un attendente, un garzone del mercante di vini (da qui nasce anche l'inglese groom 'servo'). Ma è nella posizione di acquisire una ricca esperienza d'assaggiatore. Invece il gourmand, con cui è successivamente incrociato, è il ghiottone, il mangione. Quei pilastri sono allora una pratica attenta e umile e una passione genuina, perfino incontinente (e a ben vedere reggono molte competenze, non solo quella enogastronomica).

Se un ristorante è frequentato da noti gourmet si può star sicuri che non deluderà (se abbiamo un portafogli abbastanza pesante, certo); l'apprezzamento pubblico da parte del gourmet può lanciare alla ribalta un'etichetta giovane; e visto che 'gourmet' può anche aver valore d'aggettivo, i cuochi del chiosco affermano di comporre panini gourmet.

Parola pubblicata il 30 Marzo 2017

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