Inenarrabile

i-ne-nar-rà-bi-le

Che non può essere narrato; indescrivibile

dal latino: inenarrabilis, composto da in- non ed enarrabilis che può essere narrato, derivato di enarrare raccontare in ogni particolare, a sua volta composto da e- rafforzativo e narrare.

È una parola ampia, importante, che in un discorso si fa sentire bene. L'inenarrabile è ciò che non può essere raccontato - vuoi perché sarebbe troppo lungo e complesso, vuoi perché, per orrore, stupore o opportunità, non è esprimibile a parole. Questa parola si fonda sul verbo desueto che è enarrare, che significa raccontare minuziosamente - e questo ci spiega la profondità del suddetto significato di inenarrabile: l'impraticabilità di un racconto preciso.

Il suo uso vive fra l'aulico e l'ironico: posso dire che, come ospite, sono stato bistrattato in maniera inenarrabile; alla domanda di un amico sulla mostra d'arte contemporanea che sono stato a vedere posso rispondere che è semplicemente inenarrabile; e il conoscente guappo che la sera prima è uscito a far conquiste può insistere nel volerci narrare l'inenarrabile.

Usare questa parola è cifra di una certa eleganza: la sospensione del racconto può essere più fine ed eloquente del racconto stesso.

Parola pubblicata il 07 Aprile 2014

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