Infierire

in-fie-rì-re (io in-fie-rì-sco)

Incrudelire, accanirsi; prendere un comportamento da belva

Formato da fiero - che è dal latino ferus - e un in- illativo.

Siamo abituati a pensare al fiero con un'energica immagine di orgoglio alto e imperturbabile; ma in origine il fiero è il feroce, il terribile, il crudele. Il verbo 'infierire' ce lo ricorda: descrive l'azione del rivolgere su qualcuno o qualcosa questa ferocia. In particolare si tratta di una ferocia vittoriosa, che si rovescia da una posizione di supremazia: si infierisce sul nemico sconfitto, si infierisce sugli inermi - e, con un uso assoluto, infieriscono guerre ed epidemie (che comunque, idealmente, schiacciano popolazioni indifese). Ovviamente, può anche essere usato con una sfumatura ironica, per descrivere un eccesso di rigore, di pretese, di durezza: il medico infierisce sul paziente con una dieta strettissima, l'insegnante infierisce sugli alunni assegnando compiti aggiuntivi, e si infierisce sull'amica in lacrime dicendole che le sta colando il trucco.

Anticamente il verbo infierire poteva anche essere direttamente collegato al termine 'fiera', cioè 'belva' - significando quindi un diventare simile a una bestia feroce. Ma oggi è un significato desueto.

Parola pubblicata il 25 Giugno 2015

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