Involuto

in-vo-lù-to

Avvolto, inviluppato; complesso, intricato

dal latino involutus, participio passato di invòlvere 'involgere'.

Per antitesi avvicineremmo subito l'involuto all'evoluto: se questo ci parla di qualcosa che si è sviluppato verso stadi successivi più progrediti, l'involuto dovrebbe invece raccontare lo stato di qualcosa che è regredito, che ha subito un declino, un'atrofizzazione. Eppure, nelle strette maglie del dizionario si legge altro, su questo aggettivo, che parte dall'immagine dell'inviluppato.

In effetti il latino invòlvere ci parla di un travolgere, di un avvolgere, di un rotolare: letteralmente descriverebbe l'azione forte e pulita di un girare all'indentro. E in italiano l'involuto compare prioprio con questi significati, l'inviluppato, l'avvolto. Ma oggi sono desueti: difficilmente diciamo che ce ne stiamo sul divano involuti nella coperta pesante, che la vetta del monte è involuta di nuvole, del regalo involuto in una carta che non riusciamo a strappare. Preferiamo altri termini, come 'involto', anzi meglio 'avvolto'.

Invece è molto più comune l'involuto nel senso di contorto, di complesso, di intricato. Qui l'immagine del girato su sé stesso prende una piega figurata da macchia di rovo, da arabesco disorientante, da nodo stretto inestricabile. Posso arrivare alla soluzione con un metodo efficace ma involuto, si fatica a seguire il ragionamento che per quanto interessante è involuto, e spesso uno stile involuto nasconde una deficienza di contenuti. Come suona, al confronto con l'involuto antitesi dell'evoluto? Involuto che pur se non segnato da ogni dizionario esiste: basta leggere le definizioni di 'involuzione', un processo che porta a un regresso. Può essere involuto un pensiero atrofizzato, involuta una fotografia il cui gusto si semplifica sempre di più, involuto chi fra mille possibilità sceglie una vita da troglodita.

Ci si può vedere il profilo di un'enantiosemia: da un lato un regredito primitivo, dall'altro un contorto sofisticato. L'arretrato barbaro e il bizantino avanzato in fastigi imperscrutabili e inutili. Dopotutto questo girare indentro è ambivalente: può riportare indietro in una spirale che si allargava, può annodare in maniera sempre più sottile e stretta un progresso senza sfondo. In entrambi i casi un declino, una decadenza.

Frasi banali come «Nelle parole stanno i nostri concetti», dopo osservazioni del genere, acquistano un peso nuovo.

Parola pubblicata il 01 Maggio 2019

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