Perspicuo

per-spì-cuo

Trasparente, diafano; chiaro, evidente, facile da capire; che si esprime in maniera chiara e comprensibile

dal latino perspicuus, derivato di perspìcere 'discernere, vedere dentro', composto di per- 'attraverso' e spècere 'vedere'.

Prima di osservare il perspicuo, guardiamo il perspicace.

Come sappiamo si dice perspicace chi o ciò che mostra un'intuizione penetrante, sferrata, agile: descrive uno sguardo - e perciò un'intelligenza - che in un lampo dipana il complesso, illumina l'oscuro, scavalca il difficile. Ma il perspicuo, per quanto sia un allotropo, gemello separato con la stessa etimologia, ha acquisito dei significati piuttosto differenti. Non è ciò che vede attraverso, ma ciò attraverso cui si vede.

Questo aggettivo descrive in primis la qualità del trasparente, del cristallino, del diafano: ad esempio un vetro colorato può essere sufficientemente perspicuo da mostrarci ciò che gli si para dietro, e l'acqua perspicua svela al sole la vita del fondale. E così come accade al trasparente e al cristallino, il perspicuo passa a significare anche ciò che è chiaro alla mente, facilmente comprensibile, evidente, pronto: può essere perspicua la narrazione di cronaca, perspicua la spiegazione del fenomeno geologico, perspicua una formula di geometria elementare. In più, può dirsi perspicuo anche chi o ciò che si esprime con chiarezza perspicua: così saranno perspicui professori, tutorial, manuali.

Curioso ma logico che il perspicace penetri ciò che non è perspicuo.

Parola pubblicata il 06 Aprile 2016

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