Sbilenco

sbi-lèn-co

Pendente da una parte, storto; di persona dalla figura non regolare

probabilmente da un precedente bilenco, che probabilmente è dal francese antico bellinc, derivato dall'ipotetica voce francone link 'sinistro'; secondo alcuni da un'analoga voce longobarda.

Se leggiamo che 'sbilenco' significa 'pendente da una parte', è inevitabile che ci venga in mente lo sbilanciato — troppo simile nella forma e nel significato. È un'associazione da considerare con attenzione, perché rischia di essere fuorviante ma forse custodisce la chiave dello sbilenco stesso.

Lo sbilenco ci parla di qualcosa di ampio, e questo è evidente nell'etimologia: l'ipotesi più accreditata sulla sua origine lo vuole derivato da un 'sinistro' germanico, anche se qualcuno ha avanzato una parentela col balengo, che probabilmente porta al balordo. Non pende da una parte per difetto di equilibrio, ma per una conformazione irregolare e vagamente inquietante che può arrivare allo strampalato e al grottesco: insomma, una bilancia a due bracci che pesa un sasso e una piuma non è sbilenca, non è sbilenca la posizione ardita del ballerino. Invece è sbilenca la torta a tre piani pericolosamente inclinata, sbilenco lo sgabello con gambe disuguali, e per la sciatica cammino tutto sbilenco. Senza contare la giustificazione sbilenca che ci viene resa, l'agomentazione sbilenca con cui non convinciamo nessuno. Ha lo squilibrio del bizzarro, ha la mancanza di armonia del goffo, ha l'impedimento dello sgraziato, la stortura della difformità.

La forza immaginifica dello 'sbilenco', forse, sta nel fatto che ci si presenta come una versione sbilenca dello 'sbilanciato', quasi fosse una variante usurata e deformata, suggestionando fin dal suono non col profilo di una bilancia funzionante, ma di una bilancia storta, bislacca, ridicolmente pendente.

Parola pubblicata il 08 Giugno 2019

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