Sconcertare

scon-cer-tà-re (io scon-cèr-to)

Sconvolgere, scombinare; lasciare perplesso, turbato, disorientato

derivato di concertare, volto al significato contrario dal prefisso s-.

L'immagine forte che ci può venire in mente guardando il verbo 'sconcertare' è l'irruzione matta nell'orchestra nel bel mezzo di un'esecuzione. Uno sconvolgimento di un funzionamento armonico, che lascia turbati, perplessi, disorientati - l'attacco al concerto. È un'immagine che con piccola licenza ci porta vicino al nocciolo vero di questa parola.

Il concertare precede il concerto musicale. Quando nasce (nel Cinquecento) il concertare è in genere un organizzare in accordo comune, e solo per eccellenza adesso ci richiama in maniera così potente orchestre, gruppi, serate in cui si gode di un'arte concordata, pattuita fra chi la fa. Intendiamo allora che c'è qualcosa di più profondo, generale e inquietante nello sconcertare: il suo sconvolgere investe un ordine voluto, accordato. Posso sconcertare la squadra di lavoro rivelando delle malizie nascoste, un'esperienza radicalmente nuova può sconcertare il mio concilio di valori, l'imprevisto ci sconcerta i piani. In questo uso, meno comune, lo sconcertare mostra una forza eccezionale, un'energia che spariglia e disordina ciò che era mantenuto insieme.

Più comunemente lo sconcertare ci racconta non un atto ma un effetto: non uno stravolgere l'ordine, ma un lasciare turbato, perplesso, disorientato. Uno slittamento immediato (nato contemporaneamente al primo significato) ma non dappoco, che disassa lievemente la simmetria fra concertare e sconcertare. Lo sconcertare ne esce blandamente attenuato, senza i rumori della rottura, dello scandalo. Lascia in silenzio, anzi. Sono sconcertato dalla tua reazione violenta, la lettura del giornale m'informa e sconcerta, la mancanza improvvisa sconcerta il paesino.

Di nuovo, l'orchestra che filava e viene interrotta malamente. Che sconcerto.

Parola pubblicata il 05 Novembre 2018

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