Sfagiolare

sfa-gio-là-re (io sfa-giò-lo)

Andare a genio, riuscire gradito

composto parasintetico di fagiolo.

Secondo la lezione buona per i grandi e i piccini, 'sfagiolare', che significa 'andare a genio', o più semplicemente 'riuscire gradito', è un verbo che nasce dall'usanza di contare i voti delle elezioni con i fagioli. Se Tizio mi sfagiola, vuol dire che mi piace — un piacere magari anche ragionato, ma che ha sempre un bel sostegno viscerale; infatti mi piace come mi piace (o mi dovrebbe piacere, via) la persona che voto. Il fagiolo stesso qui diventerebbe il voto favorevole. Spiegazione potente, che si siede in trono accanto all'andare a fagiolo.

Ora, ovviamente il fagiolo c'entra. Ma il percorso che porta allo sfagiolare è probabile che non sia così apollineo come il riferimento all'esercizio democratico vorrebbe. Alcune incongruenze sia cronologiche sia geografiche nell'attestazione del verbo mettono in allerta i linguisti; lo 'sfagiolare' non è toscano come l'andare a fagiolo, né il fagiolo mostra prima significati del genere elettorale (e siamo alla fine dell'Ottocento). C'è qualcosa che non torna.

Ebbene, un'alternativa sostenuta, pur nella sua vaghezza, attinge all'inclinazione dei legumi ad essere metafora per i genitali maschili. Certo il nesso non è proprio ialino, ma insomma, membri e testicoli da una parte, riuscire graditi dall'altra: s'intuisce un possibile nesso, per quanto un po' fumoso — ma è il fumo del sottinteso ammiccante e un po' ottuso che quando si parla di sesso copre tutto. Chi esiga la certezza etimologica si deve accontentare del fagiolo in sé, anche se non gli sfagiola. Fermo restando che anche porsi come termine immaginario di paragone di godimento il bel piatto di fagioli ha il suo senso. Non etimologico, ma ce l'ha.

Invece poi, dopo la serata, ti dico che il tuo nuovo ragazzo mi sfagiola, mi sfagiola assai l'ultimo album della cantante che mi piace tanto, e con rabbia finisco il libro che non mi sfagiola perché ormai che faccio, lo lascio a mezzo?

Una parola non alta, anzi familiare; ma piena nel suono e nella schiettezza profonda del piacere che spiega.

Parola pubblicata il 06 Agosto 2019

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