Subdolo

sùb-do-lo

Ingannevole, ipocrita

dal latino subdolus, composto da sub sotto e dolus inganno.

Una bella parola che dà un attributo con un giudizio duro, pesante.

L'origine latina, con due tratti, ci disegna l'essenza del subdolo: l'inganno sotto. Infatti è subdolo chi nasconda le sue vere intenzioni, chi impieghi falsità artate per coprire un fine occulto, chi dissimuli al fine di trarre in inganno, con lo spirito della serpe. E uno dei caratteri più importanti di questo atteggiamento è proprio l'essere sostenuto da una lucida volontà, mossa a un obiettivo. Il subdolo non è vago come il falso, né teatrale come l'ipocrita, né prosaico come l'ingannevole: comunica tutto il pericolo che può essere calcolato da un ordito malevolo. È subdolo il personaggio da romanzo che avvelena il suo nemico tramite un dono; subdolo chi semina paure e sensi di colpa per mietere vantaggi personali; subdola la domanda volta a invitare un passo falso, o che tocca nervi scoperti con finta innocenza.

Inoltre, questa parola può essere più genericamente usata per indicare l'infido, ciò che nasconde rischi - in particolare riferimento a luoghi: è subdolo il braccio di mare che pare calmo ma si ritorce in gorghi improvvisi; subdola la strada che cela buche invisibili fino a che non è troppo tardi per evitarle; subdolo il marciapiede pieno di cacche.

Parola pubblicata il 07 Settembre 2014

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