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Elogio

e-lò-gio

SignDiscorso in cui si esaltano i meriti o le virtù di qualcuno; lode

dal latino elogium 'motto, iscrizione', dal greco eulògion 'lode', composto da eu 'buono' e logion 'motto'.

Questa è una parola davvero importante, per quanto non sia usata di frequente. L'elogium latino descriveva semplicemente un motto, un'iscrizione - in qualche caso, un verbale o un registro. Ma in italiano 'elogio' ha recuperato un significato completamente positivo (già suggerito dall'origine greca), cioè quello di discorso in cui si espongono e spesso esaltano meriti, virtù e qualità di qualcuno. È sostanzialmente una lode, ma rispetto alla lode risulta più articolato, è un discorso più...

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Eloquio

e-lò-quio

SignModo di parlare

dal latino eloquium, derivato di eloqui esprimere, composto da e- fuori e loqui parlare.

Serve una parola per descrivere il parlare, anzi il modo di parlare. Infatti è qualcosa di piuttosto importante da indicare, e da apprezzare: questa parola è 'eloquio'. Un latinismo, che ci descrive il linguaggio come espressione, come modo di esprimersi. Si può godere dell'eloquio raffinato dello scrittore che interviene al festival, si può criticare l'eloquio volgare con cui il tale risponde alla critica, e un eloquio barocco diventa un limite per la comunicazione. questa parola è di ...

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Elucubrazione

e-lu-cu-bra-zió-ne

SignMeditazione lunga e impegnata su qualcosa di complesso ed ingengoso.

dal latino: lucubrare, derivato da lucubrum candela, composto di lucem luce e dal suffisso -ferum portatore. Quindi, passare la notte vegliando intenti, all'opera - rischiarati da un lume di candela.

Può esistere un impegno superiore nell'affrontare un lavoro, nel perseguire un obiettivo; un impegno che non conosce riposo, tale è la trazione esercitata dal fine. Una meditazione, una riflessione, una concentrazione della mente che trova la sua espressione più intima ed autentica nel silenzio solitario di un lume di candela, la notte. "Questo articolo è frutto di una lunga elucubrazione".

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Eludere

e-lù-de-re

SignEvitare, schivare, sottrarsi scaltramente

dal latino elùdere, composto di e- 'fuori' e lùdere 'giocare'.

Anche in questo caso siamo davanti a una parola solo blandamente ricercata, se non proprio comune, in cui suona una radice che non ci pare abbia direttamente a che fare col suo significato attuale. Infatti non si deve essere latinisti per sapere che 'ludere', in latino, significa 'giocare'. Se 'eludere' siugnifica 'evitare', come si compone questo quadro? La risposta non è delle più lineari. Va detto che tutti i significati che in italiano attribuiamo all'eludere erano già presenti nell'...

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Emaciato

e-ma-cià-to

SignSmagrito, smunto

participio passato di emaciare, uguale in latino col significato di 'smagrire, svigorire', composto di macies 'magrezza', derivato di macer 'magro'.

Siamo davanti a un termine piuttosto raffinato, non solo perché appartiene a un registro alto, ma anche perché descrive una qualità nel suo divenire. L'emaciato non è semplicemente il magro: è lo smagrito - chi o ciò che è diventato magro. Per questo è un carattere associato alla malattia, al disagio: oggi quando vediamo un amico dimagrito gli facciamo i complimenti, il suo impegno con dieta e palestra va alla grande, ma storicamente il dimagrire era segno di povertà, cattiva salute, dolore...

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Emanare

e-ma-nà-re (io e-mà-no)

SignCome intransitivo, provenire, scaturire; come transitivo, diffondere, esalare, promulgare

dal latino emanare, composto di e- 'fuori' e manare 'sgorgare, scaturire'.

Di questa parola, comune ma che appartiene a un registro piuttosto sostenuto, è interessante cercare di cogliere il colore che ne caratterizza gli usi, per quanto differenti. Il manare latino significa 'sgorgare, scaturire', e nell'emanare quest'azione viene precisata descrivendo un moto verso l'esterno. In effetti si tratta proprio di un venire o un mandare fuori. In particolare è nell'uso intransitivo che indica il venire fuori, il provenire, lo scaturire: il calore emana dalla stufa, dai...

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Emancipazione

e-man-ci-pa-zió-ne

SignLiberazione

dal latino: emancipatio istituto tramite il quale il figlio otteneva l'estinzione della patria potestà, composto di e fuori e mancipium acquisto della proprietà - a sua volta composto da manus mano e capere prendere.

Nella Roma degli albori, povera e austera, certe categorie di beni rivestivano un ruolo di importanza capitale, i beni più legati alla sopravvivenza: le terre, gli edifici, gli schiavi, gli animali. Questi erano chiamati "res mancipi", ed erano soggetti ad un tipo di vendita solenne, la "mancipatio" - una vera liturgia di gesti e formule. Fra i beni che potevano essere venduti con la mancipatio c'erano anche... i figli. Con una sorta di cessione in schiavitù. Non erano delle res mancipi, ma...

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Emblema

em-blè-ma

SignFigura simbolica, di solito accompagnata da un motto; simbolo, tipo, esempio

dal greco emblema 'inserzione', composto di en 'dentro' e bàllein 'gettare'.

Le curiosità che riguardano questa parola sono molte, e davvero frizzanti. Innanzitutto va detto che il passaggio nel latino di questo termine greco fu aspramente criticato come dannoso forestierismo: lo stesso imperatore Tiberio, secondo quanto riporta Svetonio, ne censurò l'uso nei decreti del Senato. Della serie: niente di nuovo sotto il sole, mai. Ad ogni modo, l'emblema anticamente fu un genere di ornamento, che poteva consistere in un'inserzione pavimentale a mosaico o in una figura...

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Embricare

em-bri-cà-re (io ém-bri-co)

SignRivestire con tegole, e in generale, coprire; sovrapporre

dal latino: imbricare, da imbrex embrice, tipo di tegola in laterizio.

In piedi su un tetto si può osservare la complessa armonia delle tegole: poste le une leggermente sovrapposte alle altre, proteggono la casa dalla pioggia - scivolando l'acqua dall'una sull'altra, senza possibilità di risalire oltre i bordi che stanno a monte e di penetrare nel solaio: la copertura con embrici, tegole coi bordi rialzati che si incuneano a trapezio l'una sull'altra e i cui interstizi sono protetti da coppi, cifra di confine fra il cielo e le case dell'Italia centrale, è forse...

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Emendare

e-men-dà-re (io e-mèn-do)

SignCorreggere, ripulire da imperfezioni

dal latino: emendare, composto da ex fuori e menda menda, errore. Togliere gli errori.

Di solito associamo questa parola alla correzione e integrazione di testi normativi, e certamente il suo registro elevato si attaglia bene alla dignità delle aule e delle assemblee legislative; ma l'atto aggraziato del ripulire dagli errori può essere riconosciuto anche in altri ambiti - in effetti, in ogni ambito in cui si voglia parlare di un correggere. Però rispetto a questo l'emendare sembra meno spigoloso, più liscio, meno entrante: l'emendamento perfeziona senza snaturare, con una...

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